F1-The Movie: la recensione

F1

Il film prodotto da Liberty Media in stretta collaborazione con la stessa Formula 1 è uscito nelle sale cinema il 25 giugno. Tanta attesa per una pellicola che sviluppa una storia parallela inventata di un team fittizio, la APXGP, che si sviluppa intorno alla vera F1 grazie alle riprese nel paddock e agli stessi piloti, team principal e membri delle squadre, che hanno partecipato direttamente allo sviluppo del film.

Regia di Joseph Kosinski, interpreti Brad Pitt e Javier Barden

La particolarità di questo film è il fatto che parte delle scene sono state realizzate direttamente durante le gare di F1 fra le stagioni 2023 e 2024. Per lo spettatore fan delle corse poter vedere i propri idoli e le vere squadre in azione è assolutamente un enorme bonus a favore del film, contando poi che è la prima volta che succede qualcosa di questo genere in ogni sport. Per non calcolare poi la quantità di stelle del cinema che hanno partecipato alla realizzazione della pellicola. Il regista è Kosinki, lo stesso di Top Gun: Maverick, ormai specializzato in riprese ad alta velocità e in condizioni estreme. Fra i protagonisti spiccano attori premi Oscar o con canditure: Brad Pitt, nei panni dell’esperto pilota Sonny Hayes e Javier Barden, chiamato ad interpretare Ruben Cervantes, team principal della APXGP. La narrazione propone una sorta di universo parallelo, in cui nella stagione 2023 di F1, vi è anche un undicesimo team, appunto la APXGP, che fatica a metà stagione senza nemmeno un punto. Disperato, Ruben Cervantes, ricontatta Sonny Hayes, un pilota ormai cinquantenne caduto in disgrazia in seguito ad un terribile incidente a cui era andato incontro nella stagione 1993, anno in cui aveva avuto la possibilità di debuttare in F1 proprio accanto a Cervantes. Hayes avrà il compito di salvare la stagione della squadra, mettendo a frutti la sua esperienza in qualità di sviluppatore e mentore del giovane Joshua Pierce, interpretato da Damson Idris, pilota ancora acerbo e con un passo fuori dal circuit. Fra alti e bassi i due corridori inizieranno a collaborare e ad andare incontro alle richieste della squadra, cercando di fare pace con il proprio passato.

Un film da 5 stelle, ma se si parla di Formula 1…

Se si analizza la pellicola, isolandola dal contesto delle corse, c’è poco da aggiungere. Oltre ad un’ottima regia e a delle magistrali interpretazioni, le riprese e le sceneggiature sono estraneamente realistiche e di una qualità pazzesca. Contando poi il coefficiente di difficoltà delle riprese, questo eleva ancora di più il film: la macchina della APXGP è la rielaborazione di una vecchia macchina di F2 con più di 50 telecamere e tutti i personaggi della Formula 1 presenti non sono interpretati da controfigure, ma da loro stessi in primis, sia in scene a parte sia direttamente durante il loro vero lavoro nei weekend di gara con tutta la pressione addosso. Quello che forse stona un po’ è l’attinenza che c’è tra il mondo delle corse e la storia in sé. Se da un lato Kosinski è bravo a mostrare anche la vita dei piloti al di fuori del paddock e il mondo del marketing intorno alla F1, dall’altro si può criticare il suo modo di presentare le corse. Infatti, il regista sceglie di esasperare lo spettacolo per mettere in luce solo gli aspetti più interessanti di questo sport, scordandosi invece di dare spazio ai valori iniziali con cui sono nate le corse: la lealtà, la sportività e la correttezza in pista. Per questo motivo la visione del film per chi magari si accosta per la prima volta al mondo della F1, oppure ad esempio per il ragazzino che sogna da grande di diventare un pilota di successo o semplicemente di lavorare in qualche altro ambito connesso alle competizioni automobilistiche, non sarebbe compresa allo stesso modo da chi conosce questo mondo da più tempo, perché ne uscirebbe con una idea distorta della realtà.

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