Wimbledon 2025: fragole, panna e … carote!

Wimbledon

Wimbledon 2025 verrà ricordato come un torneo delle prime volte con i trionfi di Sinner e Swiatek nel tabellone femminile, in un edizione che mai come quella di quest’anno è stata così ricca di sconvolgimenti con le uscite premature di Zverev, Draper e Medvedev su tutte. Le uniche certezze sono nei nomi di Sinner, Alcaraz e Djokovic, i quali negli slam sono gli unici giocatori che si possono vantare quest’anno di aver raggiunto in tutte e tre le occasioni almeno i quarti di finale. Sinner dopo questo trofeo entra, se non era già presente, definitivamente nel Gotha del tennis mondiale. Con 4 slam in bacheca a 24 anni da compiere, il numero uno del mondo raggiunto, il titolo alle Finals, la coppa Davis e i già tanti tornei vinti in carriera, mette alle spalle giocatori del calibro di Murray, Ashe, Ivanisevic e altri campioni di Wimbledon. Ed ora recupera sul suo avversario diretto Alcaraz, sia negli scontri diretti, sia nella corsa a chi ha più titoli slam. E da come sta andando questo 2025, teniamoci forti perché lo Us Open potrebbe ospitare la definitiva resa dei conti tra i due in questo anno tennistico, dopo un’estate americana che sarà a sua volta fondamentale per capire le condizioni di Sinner ed Alcaraz sul cemento.

Il pagellone

Sinner: 10, è stato il più costante lungo tutto il torneo e anche fortunato. Si salva con Dimitrov e in qualche modo riesce a gestire il problema al braccio nelle ultime fasi dei Championship. Perde un solo set da Djokovic e Alcaraz messi insieme, mica da poco.  

Alcaraz: 9, solite montagne russe dello spagnolo. Un andamento altalenante con il picco toccato fra i quarti e la semifinale con Norrie e Fritz e con il momento peggiore tra il terzo e quarto set con Sinner, dove è stato messo in affanno. 

Djokovic: 9, mister longevità, terza semifinale su tre negli slam. Non sarà più il migliore in questo momento, ma se confrontiamo le sue statistiche con quelle di Federer e Nadal a 38 anni, si evince come sia ancora splendidamente in forma. 

Zverev, Medvedev e Tsitsipas: 2, qualche anno fa il greco dichiarò che loro tre sarebbero subentrati a Djokovic, Federer e Nadal nelle vesti di nuovi big 3. Adesso escono tutti e tre al primo turno, qualcosa non quadra. 

Draper: 4, doveva brillare, invece si è spento contro Cilic. Incidente di percorso. 

Fritz: 8, vince il premio di dark horse del torneo. Dopo un anno difficile, torna a brillare su una superficie che mai come prima ha saputo esaltare il suo gioco. Si ferma solo per colpa di Carlitos. 

Dimitrov: 8, per la partita con Sinner meriterebbe il 10, ma la fortuna non è stata dalla sua parte. Forse da rivalutare il livello atletico. 

Shelton: 7, il tennista con più hype del circuito è andato avanti a suon di ace, ma il gap con il livello di Sinner e Alcaraz è ancora enorme.  

Cobolli: 9, è stato il torneo della vita per Flavio. Un grandissimo onore per lui tenere testa al suo idolo Djokovic sul centrale. 

Sonego: 8, vince una lotta impressionante contro Nakashima, come lui sa fare. Negli slam è un altro Sonny. 

De Minaur: 7, una delle poche teste di serie a salvarsi. Miglioramenti importanti nell’approccio alla rete. 

Bublik: 5, sarà arrivato stanco dopo la vittoria ad Halle e le super prestazioni a Parigi, ma nella sconfitta con Munar è sembrato di rivedere il vecchio Bublik. 

Shapovalov: 3, ennesimo inutile sfogo dell’ex semifinalista, che se la prende con campo e palline. La sconfitta contro Navone è una presa in giro per uno del suo livello. 

Fognini: 10 e lode per lo spettacolo. Uscita di scena teatrale.  

Ruud: ND, salta tutta la stagione su erba perché acciaccato a livello fisico. Diciamo che non gli è dispiaciuto poi così tanto, dato che un anno fa ha dichiarato che ai Championship preferisce il suo amato golf… 

Lascia un commento