La triste parabola del duo Berrettini-Jacobs

1 agosto 2021, quattro anni fa Marcell Lamont Jacobs conquistava contro tutti i pronostici la medaglia d’oro nei 100 metri. Pochi giorni prima il tennista Matteo Berrettini era riuscito ad approdare in finale a Wimbledon, e seppur arrivò la sconfitta contro Novak Djokovic all’ultimo atto, raggiunse la posizione numero 6 nel ranking mondiale e aprì nuove prospettive per il tennis italiano. Due carriere decollate nello stesso periodo, che, dopo un periodo positivo sulla scia di quanto accaduto quell’estate, iniziarono a vacillare due anni dopo, fino all’attuale situazione. Infortuni, problemi personali, distrazioni sono i molteplici fattori che hanno sabotato gli atleti tricolori. Quest’anno sono 29 gli anni del tennista romano e 31 quelli del velocista nato a El Paso: ormai il treno è passato? O vi sarà una redenzione per i due atleti?

Il fisico di cristallo di Berrettini

Il primo campanello d’allarme era già arrivato pochi mesi dopo il secondo posto ai Championship. Alle ATP Finals si accascia per terra dopo un servizio nel primo match contro Zverev: strappo agli addominali, e chiusura anticipata di stagione. La semifinale agli Australian Open nel 2022 è stata forse l’ultima volta in cui abbiamo visto un Berrettini in piene forze, perché un nuovo infortunio blocca nuovamente l’azzurro. A marzo è costretto ad operarsi per un problema alla mano destra e questo obbliga l’italiano a saltare l’inizio della stagione su terra. Il Covid ferma Berrettini prima di Wimbledon e un problema al piede sinistro, aggiuntosi alla precaria condizione fisica dell’atleta romano durante il torneo di Napoli, blocca per l’ennesima volta The Hammer. Dal 2023 in poi, la carriera di Berrettini è continuata con più bassi che alti, dovuti ai continui disturbi muscolari. Tutti questi problemi fisici hanno affievolito il fuoco sportivo dell’azzurro, contribuendo a fargli perdere la fiducia nel suo gioco. Gli haters hanno sempre trovato un modo per accusare Berrettini di scarso impegno. C’è chi si è scagliato contro di lui per via delle sue collaborazioni nel mondo della moda, chi lo ha accusato di dedicare troppo tempo alle sue situazioni sentimentali e chi perfino ha avuto da ridire sulla sua preparazione fisica. Direi che quello che ha passato è sufficiente per creare un alibi a Berrettini, che quando è in condizione, è ancora in grado di esprimere un grande tennis, vedi la vittoria contro Djokovic a Doha quest’anno.

Jacobs, tra accuse di doping e spionaggio

La carriera di Marcell Jacobs simboleggia quanto piccoli cambiamenti possano incidere sulla propria vita. Per la freccia azzurra fu decisiva la scelta di collaborare con un psicologa sportiva, la quale capì molto velocemente che per far raggiungere il massimo potenziale a Jacobs era fondamentale ricucire il rapporto con il padre, che era scomparso dalla sua vita quando lui era molto piccolo. In 3 mesi la vita di Jacobs cambiò sensibilmente: il record italiano a Savona, il record Europeo a Tokyo e la vittoria nella staffetta. Un successo che in Italia fu accolto anche con invidia e malauguri. Jacobs è stato massacrato dai media, senza che questi portassero mai nelle prove fondate e sicure sulla sua colpevolezza. Prima l’accusa di aver abbandonato il figlio avuto dalla sua ex compagna, smentito con i fatti dall’atleta italo statunitense, poi le accuse di doping. Il nutrizionista Spazzini, che aveva collaborato con Jacobs fino all’inizio del 2021, era stato coinvolto in un presunto scandolo, tra le altre cose smentito dal tribunale italiano antidoping. Fatto sta che ingiustamente Jacobs passò per essere anche lui immischiato alla vicenda, senza voci fondate. Come Berrettini, l’atleta nato a El Paso iniziò a perdere gradualmente il focus, tantoché verso fine del 2023 maturò la decisione di trasferirsi in Florida per allenarsi con un po’ più di tranquillità (anche qui fu bombardato di accuse). Continui problemi agli adduttori gli impedirono di gareggiare come lui avrebbe voluto ai mondiali, nonostante tutte queste scusanti, Jacobs ha comunque trionfato agli Europei nel 2022 e nel 2024, e alle Olimpiadi di Parigi non è andato troppo lontano dalla difesa del titolo, terminando la finale in quinta posizione. C’è chi, dubbioso ancora una volta della trasparenza dell’atleta azzurro, ha provato ad indagare illecitamente sui dati fisici di Jacobs. Il fratello di Tortu è stato beccato insieme ad un’ agenzia milanese a cercare informazioni mediche: il campione olimpico sta ancora pensando se procedere a vie legali.

Un’ ultima spiaggia

Non bisogna nascondersi, quasi sicuramente il periodo migliore per entrambi è già passato. Potrebbero esserci delle chance di riscatto? Jacobs ha dichiarato con tutto sé stesso la volontà di voler partecipare alle Olimpiadi di Los Angeles del 2028, cosa non del tutto scontata perché vi approderebbe da trentaquattrenne. Tra i mondiali di atletica di quest’anno e del 2027 e gli europei del 2026 potrebbe fare a podio forse, in particolare agli europei, dove i fortissimi statunitensi non corrono. Di sicuro, al contrario del campione olimpico, Matteo Berrettini avrà più impegni e dunque anche più momenti per tornare a vincere qualche titolo. Ormai, si vedono sempre più spesso tennisti in grado di competere ad alto livello anche da over35. The Hammer dovrà lavorare al meglio sul suo fisico e dilazionare altrettanto bene gli impegni durante le stagioni. Non con la pretesa di dover scalzare Sinner dal numero 1, ma con la consapevolezza che, in un tennis così imprevedibile come quello attuale, qualche torneo può essere alla portata.

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