La Vuelta a España parte da Torino: percorso, favoriti e italiani in gara

Jonas Vingegaard

Oggi, sabato 23 agosto, scatterà l’ottantesima edizione della Vuelta a España. La corsa spagnola durerà tre settimane, per un totale di 21 giorni e toccherà 3 nazioni: Italia, Francia e Spagna.

La partenza della prima tappa sarà dal capoluogo piemontese, più precisamente dalla reggia di Venaria. Le prime tre tappe saranno in Italia, mentre la quarta scatterà da Susa e si concluderà a Voiron, in Francia.

Percorso:

A differenza delle credenze che ormai circolano nel gruppo e tra gli appassionati di ciclismo, questa Vuelta sarà molto dura.

Pochi arrivi in volata, tante tappe mosse e, soprattutto, ben 10 arrivi in salita. Il terreno per provarci ripetutamente ci sarà, e chi vorrà vincere dovrà provarci sin da subito.

I favoriti: Vingegaard poi gli altri?

Al via non ci sarà Tadej Pogacar, che dopo il Tour de France ha annunciato di volersi riposare un po’ in vista degli impegni di settembre e ottobre.

Senza Pogacar si può pensare a una Vuelta più equilibrata..? No, perchè c’è Jonas Vingegaard.

Il danese due anni fa lasciò la vittoria al compagno Sepp Kuss, ma quest’anno pare voglioso di mettersi in bacheca il secondo grande giro dopo il Tour.

Il grande favorito è lui, alle sue spalle ci sarà il duo della UAE, Almeida-Del Toro, lo spagnolo Landa, Hindley e Pellizzari, oltre a Ciccone, voglioso di rivalsa dopo il Giro d’Italia.

Italiani in gara:

A differenza del Tour de France saranno tanti gli italiani in gara. Su tutti ne spiccano quattro: Filippo Ganna, Giulio Ciccone, Antonio Tiberi e Giulio Pellizzari. 

Tre scalatori e un cronoman, tutti con la stessa determinazione e lo stesso obiettivo: vincere e stupire. 

Tiberi sarà sicuramente l’uomo di classifica della Bahrein, discorso simile per Ciccone; al Giro era in grande forma prima della caduta, se riuscirà a ritrovare la stessa gamba può puntare a una top5…se non di più. 

Pellizzari è la scommessa azzurra, la corsa rosa da gregario di Roglic gli ha dato fiducia ed esperienza, e ha la prima grande possibilità per giocarsi le sue carte. Nella Red-Bull Bora saranno tanti i capitani e anche l’azzurro proverà a dire la sua.

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