Us Open, il pagellone

Il migliore: Carlos Alcaraz. Riconquista il titolo a Flushing Meadows e in più torna numero uno del mondo. Lo spagnolo non è stato semplicemente il migliore in queste due settimane, ma è stato la versione migliore di se stesso. La fluidità nel gioco pazzesca e la completezza del suo repertorio hanno pochi paragoni, e adesso la fine del 2025 è in discesa per lui.

Lo sconfitto: Jannik Sinner, per carità avremmo messo tutti la firma per vedere Sinner in finale, dopo il malore di Cincinnati, però a pari condizioni l’italiano sul cemento di New York partiva favorito contro Alcaraz. Non ci sono rimpianti importanti, come dopo il Roland Garros, però questa sconfitta ha veramente messo a nudo le difficoltà di Sinner nei confronti del suo rivale.

La sorpresa: Felix Auger Aliassime. Il canadese è tornato nel luogo in cui merita di essere. Il 2023 è stato una battuta d’arresto importante, il 2024 un anno di transizione, il 2025 per Auger è la comeback season. Il suo gioco schematico sul cemento può far male e lo ha dimostrato a Zverev, Rublev e De Minaur. La sconfitta con Sinner non è una fine, ma un traguardo.

La conferma: Novak Djokovic. Pochi ne parlano, ma che stagione ha fatto finora Novak Djokovic? 4 semifinali a livello slam, un livello di gioco a 38 anni suonati inferiore solamente a quello di Sinner e Alcaraz. Non ha più il fisico per partecipare a tutti i tornei, ma la maniacalità con cui si prepara per gli eventi compresi nel suo programma è degna di quella di Cristiano Ronaldo nel mondo del calcio. Un gioco non più di sfondamento, ma tattico all’ennesima potenza. Goat.

Il peggiore: Daniil Medvedev. Del russo abbiamo già parlato a lungo in seguito al meltdown nella partita con Bonzi. Successivamente, sono arrivati anche gli abbandoni dello storico coach Gilles Cervara e degli altri membri dello staff. L’inizio della rinascita oppure l’ex campione dello Us Open deve ancora toccare il fondo?

Il bluff: Ben Shelton. La bella estate americana del beniamino di New York è stata interrotta sul più bello da un’infortunio alla spalla, che lo ha costretto al ritiro al terzo turno contro Mannarino. Il titolo a Toronto aveva generato grandi aspettative su Ben in vista dell’ultimo slam stagionale. Sfortunato.

Miglior partita: non è stato un torneo con troppi incontri terminati al quinto set, tuttavia abbiamo deciso di selezionare un terzo turno davvero al cardiopalma. La partita fra Bublik e Tommy Paul, due tennisti dal tennis divertentissimo. Uno scontro che ha visto prevalere il kazako solamente dopo 3 ore e mezza di gioco, 7-6 6-7 6-3 6-7 6-1. Per gli highlights del match, premete qui.

Miglior colpo: é stato difficile sceglierne uno, tuttavia non potevamo non ricompensare Carlos Alcaraz assegnandoli anche il premio del miglior colpo, che potete vedere qui. Un dietro la schiena “casual” che si trasforma in un imprevedibile colpo d’attacco ai danni del povero Rinderknech.

L’organizzazione: ovviamente, prima di tutto a New York viene lo spettacolo ed è stato questo il comune denominatore di tutto quanto lo Us Open. La ricollocazione del doppio misto è stata divisiva, ma ha lasciato un’ immagine positiva di sé. Meglio sicuramente del comportamento degli spettatori tra chi ruba i cappellini, chi apre a caso i borsoni e chi fuma marijuana fra un game e l’altro.

Una risposta a “Us Open, il pagellone”

  1. […] a venire a rete e variare. Tuttavia, abbiamo visto bene la qualità del servizio dello spagnolo a New York, cosa che renderà il cammino di Sinner ancora più […]

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