Como Calcio, sulla scia del Barcellona

L’acquisto da parte di due fratelli miliardari, la promozione in serie B e poi quella in A, l’arrivo di Fabregas sulla panchina e ora una squadra giovane che punta all’Europa. L’ascesa del Como è stata vertiginosa, ed è stata possibile solo grazie a precise fonti d’ispirazione.

Largo ai giovani

Il motivo per cui il Como si sta facendo così apprezzare in Italia e in Europa sta proprio nel ripiego di tanti giovani giocatori. Avere uno stile di calcio spregiudicato, senza troppi schemi, è la forza della squadra lombarda, ma non è un’innovazione. Il modello è il Barcellona: l’attacco è la migliore difesa, i giovani devono avere spazio. Se presso i blaugrana abbiamo imparato a conoscere Yamal, Cubarsì e Balde, tutti provenienti dalle giovanili della Masia, al Como stanno sbocciando Nico Paz, Diao, Valle e Ramòn. Certo, non sono dei giocatori italiani cresciuti nell’Academy del Como, tuttavia il credo è lo stesso: costruiamo un calcio bello da vedere intorno a nuovi giocatori. Comunque, ora che si è stabilizzato nel massimo campionato italiano, il Como sta investendo anche nei propri giovani. La crescita del settore under è dovuta anche ad un percorso di scholarship, voluto fortemente dalla società sportiva. In sintesi, bisogna aiutare i giovani nel raggiungimento dei propri obiettivi, ma anche stimolarli a costruire un piano b, perché non tutti diventeranno professionisti.

Un allenatore come faro

Il successo e gli obiettivi futuri del Como dipendono anche da Cesc Fabregas. L’ex centrocampista di Arsenal, Chelsea, e Barcellona ha ereditato la visione che aveva da playmaker in campo e si distingue nella sua seconda vita da coach per la lungimiranza con cui schiera la squadra. Lo spagnolo ha il giusto polso per gestire i suoi ragazzi, ma allo stesso tempo l’accondiscendenza per accettare gli errori, che fanno parte del percorso di crescita dei propri giocatori. Al contrario di alcuni neoallenatori, attaccati ai valori della propria passata identità di calciatore (guarda Xavi, proprio al Barcellona), Fabregas coltiva una mentalità aperta, avendo dichiarato di prendere spunto da tanti allenatori in Europa, a partire da Luis Enrique. E come tutti gli allenatori che si rispettano, Fabregas ha un pupillo, ovviamente l’argentino Nico Paz, il classe 2004 che guarda a caso ha come punto di forza proprio la visione del gioco.

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