ATP Shangai, ma quanto caldo fa?

Il Master 1000 cinese è finito sotto la lente d’ingrandimento per via delle alte temperature. Un problema che si era già verificato purtroppo a Cincinnati e invita gli organizzatori a riflettere nuovamente: i giocatori sono al sicuro?

Da Sinner a Djokovic

Sono ben sette i ritiri che si sono verificati durante i primi turni del torneo, un numero molto alto per un master 1000. Jannik Sinner, campione uscente, è stato costretto al ritiro per crampi muscolari mentre stava giocando contro Tallon Griekspoor. Al terzo set, visibilmente provato, ha dovuto alzare bandiera bianca dopo oltre 2 ore e 30 minuti sul campo, con l’avversario in vantaggio 3-2 nel terzo set. Pure Djokovic è andato vicino ad abbandonare il torneo: ha vomitato sul campo durante lo svolgimento del match contro Hanfman, segno che anche un atleta tra i più resistenti al mondo può essere sopraffatto da queste condizioni. Tra svenimenti, problemi muscolari e altri problemi fisici lo spettacolo purtroppo sta venendo a meno, con tante partite in cui i giocatori non possono dare il massimo. E immaginate se questi atleti arrivassero senza adeguata preparazione…

Un calendario sempre più estremo

La soluzione più comoda sarebbe spostare in un altro periodo dell’anno il torneo di Shangai, no? Il problema è che per clausole organizzative e sponsoristiche la collocazione del torneo deve rimanere all’incirca in questo periodo della stagione. Purtroppo il calendario ATP è pieno per 10 mesi all’anno, e incastrare differenti eventi in tutto il mondo è un lavoraccio. Giocatori con già tantissime partite giocate arrivano al prossimo torneo con il fisico ancora sotto stress e in questo modo arrivano anche gli infortuni. Poi, a volte si intromettono anche i servizi televisivi: un vincolo che obbliga i top players a scendere in campo ad orari improponibili, pur di rispettare le scalette. Insomma, un sistema che sta logorando gli stessi artefici, i quali, senza presentarsi agli appuntamenti, perdono la possibilità di esserne a capo. Un gatto che si mangia la coda.

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