A distanza di poche ore dalle dimissioni di Ettore Messina come capo allenatore dell’Olimpia Milano è arrivata una lettera di spiegazioni sulla decisione presa dal coach. La panchina milanese è passata con effetto immediato nelle mani di Peppe Poeta, designato successore di Messina già nel giugno di quest’anno, dopo la bella stagione da allenatore di Brescia.
“Fattore di divisione -non da oggi- e, di conseguenza, di distrazione”
Dopo sei anni alla guida dell’Olimpia Milano Messina rinuncia alla panchina per restare in società da President of Basketball Operations fino al termine della stagione. Una lettera umana, sincera e onesta, che riassume quello che da qualche anno a questa parte non funzionava più nel sistema Olimpia Milano, che lui in prima persona ha migliorato sotto molti aspetti.
Una decisone che non è figlia delle tre sconfitte di fila ma di molto di più: atteggiamenti contrastanti nello spogliatoio, “referendum pro o contro la mia persona” scrive il coach e, ancora, una squadra che in molti momenti non sembrava più libera di testa.
Nell’anno della morte di Giorgio Armani l’Olimpia Milano non può fare figuracce, ha il “dovere” di rendere omaggio nel miglior modo possibile al patron, e le dimissioni accettate dal presidente Leo Dell’Orco ne sono la dimostrazione.
Decisione per “il bene dell’Olimpia Milano”
Nella lettera aperta ai tifosi, Messina scrive: “La mia decisione ha dunque un unico scopo: favorire un momento di unità, creando le condizioni perché tutti si raccolgano attorno alla squadra“. Una decisione presa per il bene dell’Olimpia Milano, di cui il coach si rinnova “primo tifoso”, consapevole che il miglior modo per esercitare il suo incarico ora era farsi da parte.
Quanto tempo fa si poteva scrivere questa lettera?
La domanda che sorge a molti tifosi è: perchè solo ora? E’ evidente da ormai 2/3 anni che le cose in casa Olimpia non funzionassero nel migliore dei modi; nel dicembre 2023, in un pessimo momento della stagione, arrivò il rinnovo e la piena fiducia nel coach, ora arrivano le sue dimissioni.
Gli argomenti sono tanti e bisogna andare oltre i trofei vinti, pur non dimenticando la terza stella e le F4 del 2021, perchè le critiche non sono state solo ai mancati risultati ma a molto altro. Dalle gestione dei giocatori, ai faccia a faccia, ai mille infortuni che iniziavano a destare sospetti, fino ai tagli anticipati. Questi avvenimenti vanno avanti dall’addio del Chacho Rodriguez, e si sono intensificati dopo quello di Kyle Hines, forse gli ultimi due “veterani” in grado di legare lo spogliatoio con l’allenatore.
La riconoscenza e il rispetto per l’operato di Messina a Milano non mancheranno mai. Ha riportato la squadra ad alto livello nel basket europeo e, a dire di molti, l’Olimpia è tra le strutture più pronte per ospitare l’NBA Europe ma, forse, si poteva dire “basta” con qualche anno di anticipo.






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