Archiviato l’arbitraggio, il Liverpool ha mostrato i limiti dell’Inter

Inter Coreografia Derby

Si parla del rigore, o meglio, del non rigore dato al Liverpool che ha deciso il match di San Siro in favore degli inglesi, ma dietro l’ennesimo big match perso si nasconde la solita grande verità: l’Inter ha dei limiti.

Possesso palla sterile

Partiamo da un presupposto, l’Inter ha approcciato male la partita sia nel primo che nel secondo tempo, reagendo solo col passare dei minuti ma senza creare praticamente nulla.

Il possesso palla dei neroazzurri è stato per larghi tratti sterile; si parte da Sommer, si arriva al triangolo Dimarco-Bastoni-Mkhitaryan per poi tornare indietro e ricominciare da Sommer. L’esito è stato lo stesso per 90 minuti, sulle fasce non si sfonda e sulle verticalizzazioni le punte vengono prontamente anticipate. Il risultato è matematico, ancora una volta, l’Inter senza il suo gioco è incapace di creare un’occasione da gol.

Zero tiri in porta nel secondo tempo

Contro un Liverpool da 11 gol subiti nelle ultime 5 partite, non puoi permetterti di creare una sola occasione in 90 minuti davanti al tuo pubblico.

Alisson fa due parate, una su un tiro di Zieliński tutt’altro che insidioso, l’altra su una girata di testa di Lautaro, poi poco altro, anche perchè l’Inter non tira in porta per tutto il secondo tempo.

Se gli inglesi chiudono le linee di passaggio occorre trovare contromisure e soluzioni alternative, spesso coraggiose, che però non arrivano. Le punte non vincono gli 1vs1, gli esterni neanche ci provano e i cross non impensieriscono i due centrali dei Reds.

A questo si aggiunge la mancanza di centrocampisti in grado di “rompere la linea” palla al piede, ovvero costringere uno tra centrale e terzino a staccarsi dalla sua marcatura per contrastarlo, liberando così una punta o un esterno neroazzurro, creando così superiorità numerica.

I limiti:

L’Inter ha dei limiti che non è facile far emergere, ma ci sono. In estate si cercarono profili che corrispondono a ciò che oggi manca, giocatori capaci di saltar l’uomo e incontristi/incursori capaci di “buttarsi d’entro”.

La nota positiva è che Chivu e l’Inter sanno cosa manca, la nota negativa è che difficilmente profili di questo tipo arriveranno a Milano prima dell’estate 2026.

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