Altro giro, altra stagione di F1 nel cassetto, con la vittoria del mondiale da parte di Norris e il dominio McLaren insidiato dall’eterno Max Verstappen, a cui due punti hanno negato la vittoria del suo quinto mondiale di fila. Ancora una volta l’ultimo gran premio, che si corre al circuito di Yas Marina ad Abu Dhabi, è stato decisivo per l’assegnazione del titolo, regalandoci una splendida lotta a tre tra i due alfieri papaya (Norris e Piastri) e Max Verstappen, che ha saputo ridurre l’enorme distacco che lo separava dalle McLaren correndo su una macchina inferiore dal punto di vista delle prestazioni.
Il difficile anno in casa Ferrari
E la Ferrari? Tra sorprese e rookie emergenti nel corso della stagione, la storia della Ferrari quest’anno non è cambiata: stesso copione, macchina che sembra performante ai test pre-stagionali ma che in realtà si rivela essere un gradino sotto agli altri top team in griglia e costretta a inseguire con aggiornamenti inefficaci. C’è grande insoddisfazione per un’altra occasione sprecata dalla Rossa, che non vince il mondiale da ormai diciotto anni (l’ultima volta nel 2007 con Kimi Raikkonen). Charles Leclerc, attorno al quale la Ferrari ha costruito un progetto negli ultimi anni, non nasconde che questa mancanza di prestazioni, unita allo strapotere di altri team, mina la fiducia sua e dei tifosi nei confronti del team di Maranello.
Come arriva la Ferrari al 2026?
Nell’intervista post gara ad Abu Dhabi il pilota monegasco ha parlato chiaro: il 2026 deve essere l’anno della svolta, non ci sono scuse, con il cambio regolamentare la Ferrari deve quantomeno provare a portare in pista una macchina competitiva e degna del suo nome. Facciamo un passo indietro: come è andata la stagione della Ferrari quest’anno? Sicuramente guardando le prestazioni e il distacco da McLaren e Red Bull, ma anche dalla stessa Mercedes, non possiamo dire che sia stata una stagione positiva. La SF-25 è una macchina nata male, con evidenti limiti tecnici e novità (come la sospensione pull-rod al posteriore) che non hanno portato i risultati sperati.
Nel costruttori, Ferrari è quarta forza dietro a McLaren, Mercedes a Red Bull, un risultato di certo al di sotto delle aspettative se pensiamo al secondo posto nel costruttori (a soli quattordici punti dalla McLaren vincitrice del titolo) di appena un anno fa. Dopo un anno in cui la SF-24 ha mostrato di essere prestazionale (con ventidue podi e cinque vittorie), i tifosi e gli stessi piloti si aspettavano che la nuova macchina confermasse quanto di buono visto nel 2024, ma le aspettative sono state pesantemente disattese. Al termine del mondiale 2025, vediamo una Ferrari spenta, poco competitiva, con zero vittorie e solo sette podi (conquistati da Leclerc, mentre Hamilton ha vissuto una delle sue peggiori stagioni da quando è in F1).
I limiti della SF-25 e le prospettive future
Quali sono dunque i limiti di questa Ferrari e quali sono le prospettive per il futuro, anche in ottica mercato piloti? Sono limiti principalmente di natura tecnica: gli ingegneri e il team hanno perso la bussola e non sono in grado di realizzare una macchina competitiva e questo si ripercuote sulle prestazioni in gara, che sono spesso insufficienti. Dal 2024 al 2025 c’è stato un downgrade importante, nonostante l’arrivo di un pilota così esperto come Lewis Hamilton e di ingegneri di spessore dai team rivali di Mercedes e Red Bull (tra tutti Loic Serra, Christos Cristoforidis e Coen Holland).
Rispetto al futuro, è evidente la necessità di un cambio di passo: lo stesso Leclerc ha dichiarato in maniera non troppo velata che se la macchina del 2026 proseguirà nel solco degli ultimi anni (con prestazioni deludenti e scarsa competitività), potrebbe guardare altrove, per conquistare quel titolo che in Ferrari, nonostante il suo enorme talento, non ha mai ottenuto. Vedere piloti della sua generazione vincere prima di lui è anche un duro colpo per il pilota monegasco, che potrebbe seriamente prendere in considerazione l’ipotesi di cambiare aria, lasciando il team che lo ha lanciato in F1 ma che non ha saputo metterlo nelle condizioni di lottare per il titolo (a parte alcune eccezioni, come nel 2022, all’inizio dell’era effetto suolo che ci prepariamo a salutare).
Il possibile addio di Leclerc
Riguardo al futuro, si fanno sempre più insistenti le voci di un corteggiamento dell’Aston Martin che punta a ingaggiare Leclerc per il 2027, convinta di potergli dare una macchina vincente grazie anche alla presenza di Adrian Newey (nuovo team principal Aston Martin a partire dalla prossima stagione), che anche la Ferrari aveva cercato di ingaggiare ma senza successo.
La scelta di andare in Aston Martin sarà una decisione sicuramente pesante, che Leclerc prenderà dopo le prime gare del 2026, se la rossa non si dimostrerà vincente sin da subito. La fiducia del predestinato nei confronti del team con cui ha corso negli ultimi sette anni (dieci se consideriamo anche le serie minori) si sta affievolendo e il 2026 sarà decisivo: l’ultimatum di Leclerc alla Ferrari non fa che peggiorare la già incerta situazione a Maranello.
E Hamilton? Dopo uno dei suoi peggiori anni in F1, il 2026 potrebbe essere quello dell’addio, che lo consegnerebbe alla storia come uno dei piloti più vincenti di sempre. Nel caso in cui sir Lewis decidesse di non esercitare l’opzione per il rinnovo per un altro anno (il 2027), la Ferrari è già pronta a sostituirlo con Oliver Bearman, che in quest’anno con la Haas ha dimostrato un grande talento, riuscendo ad arrivare a punti in sei delle ultimi dieci gare.
Bearman, il pilota del futuro
Il suo sogno, ha dichiarato in un’intervista, è “correre e vincere in rosso”. Ricorda molto le parole di un giovane Charles Leclerc quando nel 2019 fu ingaggiato dalla Ferrari all’età di vent’anni. Ora, dopo sette anni di gioie e fatiche, sappiamo com’è andata la storia. La speranza e l’augurio è che la Ferrari sappia risollevarsi, per evitare un Leclerc bis e di rischiare di perdere un altro talento della propria academy. In questi quattro mesi che ci separano dal primo appuntamento del mondiale 2026 (il gran premio di Australia del 6-8 marzo), la Ferrari dovrà lavorare molto per far sì che questo possa essere davvero il suo anno, rispettando le promesse fatte ai tifosi e ai piloti.






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