Superata Udine grazie alla prodezza di Armoni Brooks si torna presto a parlare di Eurolega in casa Olimpia Milano. I ragazzi di Peppe Poeta sono reduci da tre sconfitte di fila che hanno condizionato, e non poco, la corsa al gruppone play-in/play-off.
Si inizia il “girone di ritorno” con un doppio turno importante: martedì ore 20.15 ad OAKA contro il Panathīnaïkos, pero poi tornare a Milano e giocare venerdì alle 20.30 contro l’Efes. Due impegni delicati a cui l’Olimpia arriva nel peggiore dei modi; se vincere ad OAKA è un’impresa, ecco che uscire con la quarta sconfitta di fila alzerebbe ulteriormente la pressione in vista del match contro i turchi.
COSA SERVIRA’?
Prima di parlare di “cosa serve migliorare” occorre fare una premessa: contro certe squadre, specialmente le contender, si può fare tutto nel migliore dei modi e perdere comunque. Dunque a fare la differenza diventa il modo in cui si perde, che deve essere ben diverso da quello visto venerdì a Bologna.
Per tenere testa al Pana serviranno 40 minuti di attenzione, comunicazione difensiva e buon movimento della palla. La prima obbliga un approccio deciso al match, subire un parziale già nei primi 10′ rischierebbe di compromettere l’intera gara.
Il secondo aspetto, su cui Milano deve migliorare (94 punti subiti di media nelle ultime 3 sconfitte), richiama l’attenzione nella metà campo difensiva. A Bologna si cambiava su tutto e tutti, e questa scelta non ha pagato, finendo per non “andare in aiuto” e facendo pessimi close out, lasciando metri di spazio ai tiratori avversari.
Ad OAKA questo è impensabile; lasciar accoppiare Nunn, Sloukas, Shorts e Grant costantemente con LeDay, Booker e Ricci sarebbe una scelta suicida.
MUOVERE LA PALLA
Il terzo punto di lavoro si rifà al buon movimento di palla in attacco, seguendo un piano partita (come nei primi 10′ a Bologna) e servendo i mismatch. Lasciarsi andare a eroismi o scelte individuali non ripaga contro una squadra come il Pana, contro cui serve muovere la palla quasi in ogni possesso offensivo.





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