Boston Celtics: ambizioni, record, roster e…Tatum

TD Garden Boston

L’eliminazione playoff contro i Knicks e l’infortunio di Jayson Tatum al tendine d’Achille, hanno portato i Boston Celtics a rivedere i loro programmi a medio-lungo termine, iniziando dalla scorsa estate.

Jrue Holiday e Kristaps Porziņģis hanno salutato in direzione Portland e Atlanta, mentre i roll player Luke Kornet e Al Horford hanno firmato con San Antonio e Golden State.

Sono state queste le prime scelte estive dei Celtics, che stanno vivendo una stagione di transizione, almeno fino al ritorno della loro stella.

OBIETTIVO PLAY-OFF

Dopo diversi anni da contender di prima fascia, ci si aspettava un anno di transizione visto l’infortunio di Tatum e l’addio a molti protagonisti dell’anello 2024, e invece non è così. Archiaviato il brutto avvio (0-3), la squadra di Mazzulla ha impiegato 2 mesi prima di trovarsi, conoscersi e cambiare definitivamente rotta, trasformando una stagione in cui “tankare” in un’altra in cui lottare, quantomeno ad est.

UNA BOSTON DIVERSA: BROWN FORMATO MVP

Il “mercato” estivo ha visto addii eccellenti e firme promettenti, su tutte quella di Anfernee Simons, scorer in uscita dalla panchina ma pedina sacrificabile in vista della trade deadline.

A differenza dello scorso anno chi non esce più dalla panchina è Payton Pritchard, Sixth Man of the Year 2024/2025, che si è preso i Celtics sulle spalle in questa nuova stagione. Più minuti (da 28′ a 32′), più punti (da 14 a 17,5) e più assist e rimbalzi rispetto alla scorsa stagione; l’unica nota negativa è la peggior percentuale da tre punti, passata dal 40% al 34,4%, dato più basso in carriera.

Se a Pritchard è stato chiesto un ulteriore passo avanti, Jaylen Brown è stato obbligato a ergersi come stella della squadra, in una stagione che vedrà rientrare l’altro Jay’s solo in primavera. L’MVP delle Finals 2024 sta rispondendo sul campo con prestazioni solide, 29,5 punti, 6,4 rimbalzi e 5 assist di media, numeri da MVP e trascinatore.

Dopo un inizio di stagione sotto tono è tornato protagonista anche Derrick White, 18,3 punti, 4,3 assist e 5,2 rimbalzi, ma a stupire è la statistica delle stoppate, 1,5 a partite per la guardia ex Spurs.

IL ROSTER: QUETA, HAUSER E QUALCHE GIOVANE

Ai già citati Simons, Pritchard, White e Brown vi è un contorno di discreto livello: a stupire è stato senza dubbio il centro portoghese Neemias Queta, key player per i Celtics. Stoppate, rimbalzi e schiacciate, unite ad ottimo atletismo e alla capacità di accoppiarsi anche con i “piccoli” lo rendono l’uomo in più nella stagione dei Celtics.

A lui si è unito Jordan Walsh, ala grande già a roster da diverse stagioni, ottimo difensore e buon tiratore da tre punti. La pedina perfetta nel sistema di Mazzulla, in grado di sacrificarsi in difesa e di non pretendersi troppi tiri in attacco.

Il draft ha portato Hugo Gonzalez, talento classe 2006 cresciuto nel Real Madrid, guardia rognosa in difesa e con discreti colpi in attacco, la cui crescita andrà monitorata di anno in anno.

In Free Agency sono arrivate le firme di Josh Minott, Luka Garza e Chris Boucher, col primo che si è ritagliato diversi spezzoni da inizio stagione ad oggi.

IL RIENTRO DI TATUM

In una stagione che lascia il tempo che trova, ciò che importa ai tifosi dei Celtics è la data del rientro di Jayson Tatum. Lo Zero biancoverde è fuori da gara-4 dei play-off contro New York, quando rimediò la frattura del tendine d’Achille dopo essere scivolato. Da quel giorno è iniziato il count down per rivedere JT su un parquet NBA.

Lui stesso parla di un rientro molto veloce, che lo vedrebbe in campo già per l’inizio dell’eventuale post season. Se Boston avesse la certezza di questo, allora potrebbe muoversi per puntellare il roster alla trade deadline, altrimenti sarebbe una run play-off che lascia il tempo che trova, ma con la consapevolezza di non avere nulla da perdere.

COME STARA’ TATUM DOPO L’INFORTUNIO?

Se anche il rientro di Tatum dovesse arrivare in questa stagione, le domande si sposterebbero poi sulle sue condizioni. L’infortunio al tendine d’achille è tra i più gravi per un giocatore di basket, e a volte può segnare un’intera carriera. JT ha avuto la fortuna/sfortuna di procurarselo nel suo prime, quando il giocatore avrebbe toccato il livello massimo del suo gioco, ma questo, se visto da un’altra prospettiva, potrebbe garantirgli ancora un ottimo recupero dall’infortunio.

Resta dunque il dubbio se Tatum tornerà davvero quello pre infortunio o se resterà segnato per tutta la carriera; una cosa è chiara, se il suo idolo è Kobe Bryant non può che seguire le sue orme.

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