NBA Inside: i Los Angeles Lakers di LeBron e Doncic

Logo NBA

Giunti a metà stagione in casa Los Angeles sponda gialloviola sono più i dubbi che le certezze nonostante il record positivo e il posizionamento in Western Conference che oscilla tra il quarto e il sesto posto. Quello che preoccupa sono le scelte offensive nell’arco dell’intera partita e le difficoltà difensive, soprattutto sotto canestro.

COSA NON FUNZIONA?

Dopo un avvio di stagione molto positivo, le prestazioni dei losangelini iniziano a far preoccupare i tifosi, perlopiù in vista dei playoff. Infatti, i Lakers riescono comunque a portare a casa risultati ma è evidente che appena si alza il tono fisico della gara, vengono spazzati via. Le recenti sconfitte contro Milwaukee (squadra in crisi), San Antonio e perfino Sacramento dimostrano come la fisicità e la difesa del ferro non siano nelle corde di questi Lakers.

I gialloviola sono la 16esima difesa della NBA con 116 punti concessi a partita, insostenibile se l’attacco ne produce solamente 116.4. Quello che preoccupa, e per il quale forse si interverrà nel mercato, è la mancanza di applicazione da parte dei centri. Sia Ayton che Hayes non portano praticamente niente in attacco in termini di spaziature, ed in difesa vivono spesso partite a guardare il centro avversario soffiarli i rimbalzi da sopra la testa.

Con un parco ali non di primo livello, contenere le offensive avversarie diventa difficile, tenendo conto che i big three sono fenomeni in attacco ma estremamente carenti in difesa.

I PROBLEMI DI LUKA DONCIC

Unire Luka Doncic e problemi sembra un eresia, eppure lo sloveno nell’ultimo periodo sta mostrando dei difetti nel suo gioco che vanno oltre alle statistiche poi riportate nel tabellino.

Doncic in questo momento è il top scorer di tutta la NBA con 33.4 punti a partita e quinto per assist con 8.9. Dopo un avvio a dir poco impressionante, il nativo di Lubiana ha abbassato drasticamente le sue percentuali, tirando con il 46% dal campo e solo il 32% da tre, tentando ben 10 triple a partita. Quello però che preoccupa, oltre la fase difensiva e il continuo nervosismo nei confronti degli arbitri che spesso gli fa perdere il flow della gara, è la selezione di tiro e la troppa palla in mano senza creare vantaggi.

Doncic è primo anche per possessi giocati palla in mano in percentuale sui possessi di squadra, con quasi il 40%, Shai o Edwards per fare un paragone, hanno poco più del 30%. Questo, abbinato alle cattive percentuali, ai compagni messi poco in ritmo e alle palle perse ( 1° anche qua in NBA) fanno si che per larghi tratti tutto l’attacco gialloviola sia statico e prevedibile, poi salvato chiaramente dal suo stesso talento nell’inventare sempre qualcosa.

Le sue migliori partite le ha condotte al fianco di Austin Reaves, al momento fuori per infortunio. Al suo ritorno, con i Lakers al completo, lo stesso Doncic potrà prendere più pause durante la partita e di conseguenza forzare meno giocate.

IL RUOLO DI LEBRON

Dopo aver saltato il primo mese per infortunio, il Re era tornato e le sue condizioni fisiche ci avevano fatto pensare che a 41 anni potesse iniziare a sentire i primi acciacchi, invece le ultime prestazioni ci stanno dicendo che LeBron è ancora motivato e soprattutto può ancora, per larghi tratti, essere dominante. Il suo ruolo è quello sicuramente di secondo violino, leader in campo e fuori.

Lui stesso però sa che non può più guidare la squadra, l’età comunque non gli permette di giocare più a mille per tutto il tempo, nonostante ciò in 33 minuti firma 22.5 punti, 5 rimbalzi e quasi 7 assist, dati più bassi in carriera non contando la stagione da rookie ma più alti di qualsiasi altro giocatore della storia dopo il compimento dei 40 anni.

Come in tutta questa lunghissima carriera, non è neanche quest’anno efficiente da 3, il suo apporto lo da ancora in transizione o come playmaker nei minuti senza Doncic. L’alchimia con lo sloveno non sembra essere sbocciata a pieno, ma sanno entrambi che è necessaria per arrivare infondo ai playoff.

LA SECONDA PARTE DI STAGIONE

Quando in squadra hai questi fenomeni e sei i Lakers, allora la pressione la hai tutta sulle spalle e nessun errore è perdonato. Da questo punto in poi servono rinforzi dal mercato, un tiratore o un centro atletico sarebbero ottimali per quello che manca a questa squadra, cercando di stare dentro al tetto salariale nel quale i Lakers non hanno così tanto spazio di manovra.

Le condizioni di LeBron e Reaves saranno in continua crescita, Doncic si potrà assestare in meglio e magari puntare pure all’MVP, che darebbe motivazioni in più per affrontare da campione come sa fare pure i playoff.

Ma il tracollo è sempre dietro l’angolo, nelle ultime stagioni spesso sono caduti nei momenti decisivi, solo il tempo ci saprà dire cosa sono questi Los Angeles Lakers edizione 2026.

Lascia un commento