Il gruppone play-in (Stella Rossa e Zalgiris) dista due partite, seppur il record inizi a fare paura. 13W e 10L per le due sopracitate, 11W e 12L per l’Olimpia Milano, reduce dalla sconfitta senza storie di Madrid.
ULTIMA SPIAGGIA
Per alcuni lo è, per altri non lo è. L’Eurolega è ancora lunga ma perdere contro lo Zalgiris significherebbe staccarsi in maniera netta dalle prime dieci, regalando a una diretta rivale una vittoria pesantissima sul tuo campo.
A Milano, dunque, contro lo Zalgiris è vietato sbagliare. L’ultimo quarto contro la Stella Rossa è rimasto nella testa e nell’atteggiamento dei giocatori, che a Madrid lo hanno riproposto, malamente, dal primo minuto. Azzerare quanto accadduto giovedì scorso e tornare a vincere e smuovere la classifica. Il decimo posto non è un risultato impossibile e il valore dei roster davanti a Milano non sempre è superiore.
FATTORE DIFESA: DI SQUADRA O SINGOLARMENTE
Se con Ettore Messina da head coach la fase difensiva era la più importante sul parquet, non si può dire lo stesso della Milano di Poeta. Il roster è costruito per “segnare un punto in più” degli avversari, e Poeta sta lavorando in quella direzione, ma serve rivedere alcune cose nella metà campo difensiva.
Dato per noto che non si difenda da squadra, occorre farlo coi singoli, e qui si verificano le prime criticità. Ci sono giocatori in grado di farlo e altri che non tengono un 1 vs 1 cambiando il prima possibile.
Nel match contro l’Efes la scossa del terzo quarto nasce da una difesa fisica, atletica e in grado di cambiare su tutti: Bolmaro, Brooks, Shields, LeDay e Nebo. Cinque buoni difensori, a cui occorre dare seguito anche con i cambi dalla panchina; trovare equilibrio nella metà campo difensiva è garanzia di rimbalzi e transizioni veloci, che significano punti facili.






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