Tennis, Australian Open: più che in campo, la battaglia è per i diritti!

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Mentre si stanno giocando le partite del primo slam dell’anno, è giusto riflettere su un tema diverso dalle situazioni di campo. Con Eurosport che ha deciso di terminare la concessione dei suoi due canali a Sky, la questione dei diritti televisivi si fa più complessa per il tennis.

AD OGNI SLAM UN CANALE DIVERSO

Con l’acquisto da parte di Dazn dei canali di Eurosport, l’Australian Open non potrà essere più visto dagli abbonati Sky e, di conseguenza, non potranno più essere trasmesse in chiaro le partite più importanti, come un’eventuale finale di Sinner. Tuttavia, diverse piattaforme offrono la visione dello slam australiano. Oltre alla piattaforma francese, abbiamo Discovery+, Tim Vision, Prime Video Channels e HBO+. Già qui, sono tante le emittenti che trasmetteranno gli Australian Open, tuttavia il problema si complicherà ancora di più con gli slam successivi. Se per il Roland Garros i canali saranno gli stessi (principalmente il pacchetto completo di Dazn), i diritti di Wimbledon e dello Us Open sono nelle mani di Sky, invece. Per Wimbledon si è costretti dunque o ad avere l’abbonamento a Sky o alla piattaforma amica Now TV, mentre per lo Us Open, le partite più importanti potranno essere viste in chiaro anche su SuperTennis, canale 64 del digitale terrestre.

UN UNICO CANALE DI TENNIS PER IL FUTURO?

Inutile dirlo, questa differenziazione di canali da torneo a torneo sta nettamente mettendo in crisi gli appassionati di tennis. Considerando semplicemente la richiesta di poter vedere gli Slam e i tornei ATP, bisognerebbe versare la cifra di 75 euro al mese, prendendo il pacchetto Sport di Sky (con Sky Sport Tennis dentro) e il pacchetto completo di Dazn (con dentro Eurosport). Una cifra che, nonostante nel complesso ti permetta di vedere anche motori, basket, calcio e molti altri sport, sembra davvero destinata a diventare insostenibile, obbligando i fan della racchetta a spendere annualmente quasi 1.000 euro, per collegarsi veramente solo quattro settimane all’anno. Ecco perché sono emersi dei rumour, intorno alla nascita di un’unica piattaforma che permetta di trattare il tennis in maniera approfondita, coprendo ogni torneo. D’altronde, bisogna combattere anche la pirateria, che è in crescita anche per quanto riguarda il tennis: i dati rilasciati dalla stessa unione Europea mostrano un +36% di utenti collegati in maniera illegale per vedere eventi sportivi tra 2024 e 2025, tutto questo prima dell’avvento di tutte queste nuove piattaforme.

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