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Ultimamente, non c’è una squadra che sta dominando il calcio europeo: ogni anno vince una formazione fortissima e ben organizzata, incapace di riconfermarsi. Il 2023 è stato l’anno del Manchester City, il 2024 è stato l’anno del Real Madrid e l’anno scorso il Paris Saint Germain si è imposto sull’Inter. Quest’anno ci sono tutti i presupposti per credere che sarà l’anno dell’Arsenal, di cui abbiamo già elogiato la pericolosità sui calci piazzati, specialmente dalla bandierina del corner.
SEMPRE LO STESSO PASSO, SEMPRE LA STESSA LUCIDITA’
Il motivo dietro la conclusione a punteggio pieno della prima fase della Champions League non è un segreto: i Gunners dal primo minuto al novantesimo giocano sempre allo stesso ritmo, non “strappano” e si muovono sempre con coerenza in campo, in modo omogeneo. Il piano di gioco è semplice e concreto: impostazione dal basso, palla consegnata al centrocampo e poi data agli esterni. Le abilità, specialmente di Saka, nel creare superiorità numerica con la sua rapidità permette automaticamente alle punte di avere più spazio di manovra quando il pallone viene crossato in area. Gabriel Jesus, Martinelli e “The Mask” Victor Gyokeres non si lasciano certo pregare in fase realizzativa, concludendo l’azione nel modo migliore possibile. Insomma, Arteta sembra aver creato la macchina perfetta.
UNA SQUADRA COMPLETA, SENZA PRIMI VIOLINI
In ogni reparto c’è qualità: la difesa composta da Saliba, Gabriel, Calafiori e White è molto solida, il centrocampo, guidato da Odegaard, è quasi sempre impeccabile e il reparto d’attacco sta sviluppano una discreta intesa. Al contrario, ad esempio, del Real Madrid, in cui troppo spesso nascono delle scaramucce tra le stelle dei Blancos, l’Arsenal non ha mai mostrato sin ora cedimenti nella gerarchia della squadra. Anche perché la gestione da parte della panchina favorisce le rotazioni e i turnover, evitando che qualcuno si senta meno in considerazione di altri giocatori. Non è una squadra anziana, ma i giovani si atteggiano come veterani: stesso spirito di squadra nei momenti di buoni, come nelle rare occasioni in cui qualcosa non funziona. L’Arsenal sta diventando sempre di più il simbolo della rinascita del calcio inglese, reduce da due finali consecutive all’Europeo: Saka, Eze, Rice, White, Madueke sono i nuovi talenti di una nazionale ormai seconda solamente alla Spagna.
L’ATTESA RADDOPPIA LA FAME
Dopo 3 anni consecutivi in cui chiude al secondo posto in campionato, dopo 23 anni d’attesa per vincere il campionato, l’Arsenal si sta caricando sulle spalle le aspettative dell’intero stadio di Wembley. Sia in Champions League, come in Europa League, i biancorossi non sono mai andati più lontano del secondo posto. Il 2026 può essere in tutti sensi l’anno della redenzione: l’Arsenal che torna campione in patria, che lo diventa in Europa, Arteta che esce definitivamente dall’ombra di Guardiola. Il City e il PSG hanno dimostrato che c’è una prima volta per tutto, adesso tocca ai Gunners!






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