F1, Red Bull: la fine di un’era o un nuovo inizio?

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Una scuderia che ha dominato gli ultimi anni della Formula 1, un marchio diventato rapidamente simbolo di successo nel mondo sportivo, una delle aziende con il sistema di marketing più famoso del mondo. Red Bull incarna tutte queste cose, o meglio, incarnava. Perché la situazione rischia di cambiare repentinamente, anche a causa del cambio regolamentare, di cui abbiamo già ampiamente parlato. E non si sa se in meglio, molti temono in peggio!

IL FATIDICO 22 OTTOBRE 2022

Questa sarà per sempre una data impressa nella storia del marchio austriaco. A ridosso del GP del Texas, morì Didier Mateschitch, il fondatore multimiliardario della famosa bevanda energizzante. Oltre al profondo impatto mediatico della tragedia, subito l’azienda subì grandi scossoni: iniziarono a lottare per la successione della multinazionale il figlio dell’imprenditore e il gruppo indonesiano con cui Mateschitch aveva raggiunto il successo. Questo caos si ritorse evidentemente anche nel mondo sportivo, con Red Bull confusa nelle decisioni contrattuali e nelle pratiche burocratico-sportivo. Licenziamenti, scandali, abbandoni, litigi si sono susseguiti uno dopo l’altro. In primis il caso Horner, con l’allontanamento del leader britannico a metà campionato. Poi la grave perdita del mago, Newey, arrivato quest’anno fra le file dei rivali dell’Aston Martin. Infine anche Helmut Marko, storico scout, ha dato recentemente le dimissioni. Tutte queste perdite, difatti, hanno cambiato il volto della squadra austriaca: non basta trovare dei rimpiazzi, adesso si deve andare in cerca di una nuova visione collettiva, di un nuovo progetto Red Bull.

VERSTAPPEN DIPENDENZA

Tutta la scuderia si è rifugiata nel talento del pilota numero 3 olandese. La macchina è da anni costruita intorno a lui, ma questo non è un vanto. Dal momento in cui il contratto era solido e Max poteva imporre le sue volontà, non c’erano problemi e l’alchimia era perfetta. Tuttavia, se Max inizia già a non trovarsi più con le linea guida della squadra e in più non riesce ad essere competitivo come vorrebbe, Red Bull rischia di perdere tutto quello per cui aveva lavorato con l’abbandono del supercampione, su cui circolano voci di mercato importanti da mesi, in particolare concentrate su Mercedes e Aston Martin. L’arrivo di Hadjar dalla VCARB, per SportSide rookie dell’anno, potrebbe essere l’ennesima conferma di un’incapacità di gestire il secondo pilota. Per la Red Bull, forse, è arrivato il momento di cercare di costruire una macchina guidabile anche per coloro che non sono Max Verstappen: altrimenti, c’è il rischio di bruciare tanti piloti talentuosi e, con un eventuale addio del numero 3, ritrovarsi con un assetto completamente da ricostruire. Lo stesso Perez, ora in Cadillac, ha dichiarato recentemente ai media messicani: “Ho vissuto un inferno personale, sono finito addirittura da uno psicologo. Se andavo più forte di Max, il clima era teso, se andavo più piano, era ancora peggiore.”

ADDIO HONDA, DENTRO FORD

Non da ultimo, ci sarà un altro cambiamento radicale per il 2026, con Red Bull che non correrà più con i motori forniti dalla Honda. La casa giapponese affiancava quella austriaca dal 2019 ed era stata considerata il pezzo mancante di una macchina veloce ma non super vincente. La scelta di lasciar andare via Honda, la quale diventerà partner di Aston Martin, è davvero rischiosa, considerando quello che ha in mente Red Bull. Infatti, l’intenzione è quella di diventare autonomi nella sezione motori -chiamata Red Bull Powertrains– con un aiutino dal gruppo americano Ford, che farebbe ritorno in F1 dopo tanti anni. Un sodalizio che potrebbe non portare i frutti sperati, con ritiri dovuti all’affidabilità, oppure inaspettatamente a ricreare un ciclo vincente. Sicuramente, se Red Bull dovesse completamente sbagliare percorso, tenetevi pronti a vedere Verstappen da un’altra parte!

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