Nigel Hayes-Davis è un nuovo giocatore del Panathīnaïkos. L’MVP dell’ultima finale di Eurolega è tornato in Europa, accasandosi in quel di OAKA dopo una breve avventura oltre oceano mai decollata.
Un altro giocatore di gran caratura approda alla corte di Ergin Ataman, l’ennesimo potremmo dire, ma siamo sicuri che tutte queste “Star” facciano bene a una contender? O ci sono troppo galli nel pollaio?
QUANTO TALENTO, MA NON SI VINCE SOLO CON QUELLO
Con l’arrivo di Hayes-Davis il Pana si candida ad essere la grande favorita per la vittoria dell’Eurolega 2025-2026, superando la concorrenza dell’Olympiakos, del Fenerbahce e della sorpresa Hapoel Tel Aviv.
I titoli, però, non si vincono sulla carta, ma in campo, e con così tanti fenomeni si rischia di floppare in malo modo. L’esempio di questo sono i super team in NBA, troppe star nella stessa squadra alla fine non rendono; per vincere servono anche i famosi “roll player”, giocatori più silenziosi che però molto spesso fanno la differenza.
L’Eurolega, però, non è l’NBA, e questo gioca in favore del Pana. Semifinali e finale sono in gara secca, dunque l’abbondanza di talento diviene un fattore importante, a patto che vi sia un equilibrio all’interno dei vari quintetti.
Nunn, Sloukas e Hayes-Davis, senza dimenticare TJ Shorts. Quattro super star assolute, ma potrebbero non bastare se il contorno non fosse composto da Grant, Hernangomez, Lessort, Osman, Faried e Grigonis. Giocatori di gran caratura, ma che sanno di dover fare un passo indietro per un obiettivo comune ben più grande, che però nelle fasi finali si gioca in una gara secca, dunque ha davvero senso fare grandi follie sul mercato?
OLYMPIACOS E FENER ESEMPI PERFETTI
Lo scorso anno l’Olympiacos si presentò alle Final Four come la squadra da batter, colpo di talento e molto solida, ma alla fine a prendersi il trofeo fu la squadra meno appariscente ma più completa: il Fenerbahce.
Tanti giocatori utili nel roster, poche star di facciata, un gioco rodato e una difesa di primo livello: questi furono gli ingredienti che regalarono la prima Eurolega da coach a Jasikevicius.






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