Ormai 12 anni fa, la Formula 1 si apprestava ad introdurre le power unit, passando dal V8 al V6 biturbo. Dal 2014 al 2020 la Mercedes, capace di produrre un motore pazzesco, dominò in lungo e in largo la F1. I dati parlano chiaro: nelle prime 3 annate (2014-2016) su 59 gran premi disponibili, le frecce d’argento se ne fecero scappare soltanto 8, gli altri se li spartirono Hamilton e Rosberg. Non dobbiamo però pensare che questi anni furono noiosi, perché la lotta per il mondiale che mai ebbe luogo con le altre scuderie, fu grande tra i due piloti della squadra, di un’intensità tale che Nico Rosberg, dopo il titolo, abbandonò le corse per non tornarci più.
Da amico a nemico: il rapporto di Rosberg con Lewis Hamilton
Come in un film, da giovani Nico e Lewis erano grandi amici, avendo corso fianco a fianco dai kart fino ad arrivare alle serie Formula minori. E anche quando arrivarono entrambi nella massima categoria, il loro rapporto non cambiò, anzi, si continuarono a supportare a vicenda nel loro percorso agonistico. Questo fattore fu la leva principale per cui Mercedes puntò sui due piloti dal 2013. Qualcosa, però, cambiò radicalmente: quando capirono le potenzialità della vettura nel 2014, Hamilton e Rosberg iniziarono una battaglia fratricida. Tra contatti, scaramucce e sguardi tesi, Hamilton si aggiudica i mondiali del 2014 e del 2015. Per Rosberg, le opzioni sono due: cambiare ambiente o usare la frustrazione come leva per migliorarsi.
Dal fatto del Montmelò all’inaspettato ritiro
Infatti, nel 2016 il tedesco parte fortissimo come mai prima d’ora. Il numero 6 vince le prime 4 gare, ma è a Barcellona che succede il fattaccio: Hamilton nel tentativo di sorpassare l’acerrimo rivale finì fuoristrada e, nel rientro, colpì il tedesco, eliminando tutti e due dalla gara. Dopo un altro contatto in Austria, il mondiale prende una piega inaspettata quando il motore della Mercedes 44 si rompe in Malesia. Tramite piazzamenti intelligenti e gestione della pressione, il figlio di Keke alla partenza del GP di Abu Dhabi è davanti in classifica a Sir Lewis. Nico Rosberg arriva al traguardo secondo, con Hamilton che fino all’ultimo cerca di rallentarlo per far sì che le macchine dietro provino a sorpassarlo, perché nonostante la vittoria Hamilton perde il mondiale. Il logoramento, la fatica piscologica e la sensazione di soddisfazione condurranno Rosberg alla decisione di ritirarsi a soli 31 anni, con un mondiale vinto e 23 vittorie, annunciando il tutto solo 5 giorni dopo la vittoria del titolo. Rosberg si porta via il titolo, l’onore di aver battuto uno dei migliori piloti della storia e un posto speciale nella memoria del motorsport.
L’eredità e la nuova vita di Nico
Di fatti, la transizione di Rosberg da pilota a “pensionato” è stata immediata. Come da lui stesso sostenuto, le corse erano diventate un motivo di preoccupazione, ansia, stress e la vittoria del mondiale era stata la liberazione da questa tortura psicologica. L’ex pilota tedesco si concentrò sulla famiglia: sposò Vivian Sibold e divenne un punto di riferimento per entrambe le sue figlie. Successivamente si dispiegò in diverse attività: diventò commentatore, pubblicò una sua autobiografia e recentemente ha aperto anche un canale YouTube. Oltre al campo della comunicazione, il tedesco è diventato particolarmente attento alle tematiche ambientali. Così, nel 2019 ha fondato la Rosberg X Racing Team (RXR), scuderia di Extreme E, serie off-road con monoposto elettriche. In generale, promuove un nuovo tipo di competizione per salvaguardare l’ambiente e, al tempo stesso, prova anche a condividere la sua esperienza di pilota con nuovi talenti emergenti. Una persona felice, anche senza l’adrenalina della competizione. Tutto questo mentre Lewis Hamilton vinceva altri quattro mondiali consecutivi, rompendo record su record.
Le possibili similitudini con il 2026
Potrebbero esserci dei punti d’incontro tra il cambiamento regolamentare del 2014 e quello del 2026? Sicuramente, il motore sarà il punto focale attorno cui sviluppare la macchina, almeno per i primi 2-3 anni. Mercedes, poi, sembra essere in lizza per il titolo quest’anno, infatti, secondo i rumors la scuderia tedesca avrebbe costruito un motore con una passo in più rispetto agli altri. Attenzione, però, perché questo potrebbe essere un fattore a vantaggio anche delle altre scuderie motorizzate Mercedes, come McLaren, Williams e Alpine. Anche se, a mio parere, penso che il divario di tutte le scuderie sarà molto piccolo, sicuramente meno ampio di quello del 2014.





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