Perugia vince la Supercoppa contro Verona, ma si gioca troppo?

Perugia batte Verona

In collaborazione con Mattia Valentini

Vince Perugia, contro la Rana Verona, la final four di Supercoppa Italiana maschile 2025-2026, con il risultato di 3-1, al termine di una partita equilibrata e decisa ai dettagli. Nel sabato pomeriggio si erano giocate le due semifinali con Perugia e Verona che avevano vinto entrambe per 3-0 contro Trento e Civitanova rispettivamente.

L’inusuale data della Supercoppa, posta al termine della regular season e ad una settimana esatta prima dell’inizio dei play-off, riapre il caso “Si gioca troppo?” che qualche giocatore aveva aperto già nei mesi precedenti.

LA PARTITA

Si parte subito forte nel primo set della partita, con scambi lunghi fin dall’inizio e battute in cui si trovano vari ace. A metà set Perugia si porta avanti sul risultato di 15-11, grazie a Plotnytskyi in stato di grazia, ma Verona non molla grazie ai punti di Darlan, Cortesia e di Keita, riagganciando il risultato sul 19-19. Il set prosegue punto a punto fino al finale concluso ai vantaggi sul 27-25 in favore dei Veronesi, grazie all’ultimo colpo di Keita.

Anche il secondo set continua sulla stessa linea d’onda del primo: le due squadre vanno avanti punto a punto fino al 10-8 di Verona. Perugia si sveglia con Ben Tara che inverte il punteggio in più occasioni. Nel finale di parziale è Perugia a prendere il largo, andando a vincere il set con il risultato di 25-22 e mettendo in parità i giochi.

Il terzo parziale di gioco viene condotto principalmente dalla squadra Umbra che si porta avanti sin dall’inizio del set, con il risultato a favore di 6-3. Verona non molla, la partita resta comunque equilibrata, ma Giannelli gestisce al meglio la distribuzione del gioco, andando a ribaltare il punteggio della partita sul 2-1. Il set termina invece con il risultato di 25-21.

Il quarto set è decisivo ed è di non ritorno per Verona, che spinge sia in sevizio che in attacco per provare a prolungare la partita al tie-break. A metà parziale il risultato è di 14-10 per Verona. Perugia non molla e pareggia i conti grazie alle magie di capitan Giannelli e al centrale Russo e poi ribalta il punteggio grazie agli errori degli scaligeri, Sani in primis. Perugia gestisce e porta a casa il parziale con il risultato di 25-22 ma soprattutto la partita per 3-1, andando a vincere la settima supercoppa della storia.

La partita di Perugia è stata vinta soprattutto in fase di ricezione con una positiva fissata al 44% e una perfetta del 21%, ben superiore a quella di Verona. A livello di attacco i numeri sono più o meno simili, la bocca di fuoco di Verona, Darlan, mette a segno 28 punti, che però non bastano a portare a casa il secondo trofeo della storia di Verona, dopo la Coppa Italia conquistata pochi mesi fa. Per Perugia ottime le prestazioni di Plotnytskyi, top scorer della squadra con 17 punti, Ben Tara, con 16 punti e Semeniuk con 13.

IL CASO: SI GIOCA TROPPO E IL RISCHIO INFORTUNI E’ ELEVATO

La data molto strana delle final four di Supercoppa Italiana ha fatto discutere e non poco. Il motivo è semplice: il torneo doveva essere giocato in terra araba a Dammam, dapprima ed inizio novembre e poi a dicembre, subito prima di Natale e appena dopo la fine del mondiale per Club, vinto proprio da Perugia. 

Tutto ciò voleva significare che i giocatori di Perugia dal Brasile, sede del mondiale, dovevano volare direttamente in Arabia per giocarsi un altro torneo importante e con il rischio di infortuni molto elevato. Giannelli e altri giocatori avevano aperto un dibattito, lamentandosi sui canali social del problema, così la decisione di cancellare la Supercoppa anche a dicembre per spostarla in questo week-end, questa volta in Italia, a Trieste, e posticipando di una settimana l’inizio dei play-off.

La decisione è stata approvata da tutte le squadre, ma il dibattito resta ancora aperto: anche ieri sera, Giannelli, nonostante la felicità per la vittoria finale, si è lamentato del fatto che si giochi troppo e che il rischio infortuni è grande, facendo esempio al compagno di squadra di nazionale, in forza a Trento, Michieletto, che non ha potuto partecipare al torneo a causa dell’infortunio che lo sta tenendo fuori dai campi per un po’ di tempo.

Se anche il capitano di Perugia e della Nazionale Italiana apre il dibattito, sarebbe opportuno fare una riflessione: è inconcepibile che la regular season si sia conclusa in soli quattro mesi, con tanti turni infrasettimanali, e turni europei da parte delle migliori squadre del campionato, e questo non va a favore degli atleti, che si sottopongono a continui stress psicologici e fisici.

Forse gioca a favore della spettacolarità del campionato, garantendo più equilibrio, in quanto tutte le squadre, con un turnover che obbligatoriamente si dovrà proporre, soprattutto da parte delle big, potranno giocarsi la vittoria, non rispecchiando i veri valori delle squadre. Il dilemma è aperto, nella speranza che le federazioni Nazionali ed Internazionali possano capire anche le esigenze degli atleti.

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