L’arrivo di Luciano Spalletti sulla panchina della Juventus ha dato senza dubbio nuova linfa alla squadra più titolata d’Italia. Se con Igor Tudor il gioco era spesso piatto e prevedibile, con l’ex CT azzurro i bianconeri hanno finalmente ritrovato idee di calcio propositive che da tempo non si vedevano in quel di Torino.
Tuttavia, nelle ultime giornate di campionato, la Vecchia Signora ha raccolto pochi punti, nonostante un gioco a tratti dominante. Dopo la larga vittoria per 4 a 1 contro il Parma, la Juventus ha raccolto solamente 2 punti nelle ultime 4 uscite, pareggiando con Lazio e Roma e perdendo con Inter e Como.
Le difficoltà di David e Openda
Se è vero che l’arrivo del nuovo allenatore ha valorizzato la quasi totalità della rosa, è altrettanto vero che le prime punte dei bianconeri non hanno beneficiato di un vero e proprio salto di qualità. La sterilità offensiva di Jonathan David e Lois Openda, infatti, si sta rivelando decisiva in negativo per quanto riguarda il raggiungimento del quarto posto, basti pensare che in due hanno totalizzato la “bellezza” di 6 reti in tutto il campionato di Serie A.
Ma è veramente colpa di David e Openda? La risposta a questa domanda trova una facile risposta se consideriamo il fatto che né uno né l’altro siano delle prime punte effettive. Il canadese è una seconda punta di manovra, che ama venire incontro e giocare in verticale con la prima punta di riferimento, mentre l’ex Lipsia trova terreno fertile nell’attacco alla profondità alle spalle della difesa avversaria, situazione che raramente vediamo accadere nel campionato italiano. Dunque, nel 4231 spallettiano, questi due elementi sono impossibilitati a esprimere appieno le loro capacità, risultando spesso fumosi e fuori luogo.
Il ritorno di Vlahovic e le nuove possibilità tattiche
Nei suoi anni alla Juventus Dusan Vlahovic non è mai stato realmente messo nelle condizioni di esprimere al massimo il suo potenziale. Arrivato a gennaio del 2022 per una cifra complessiva di circa 80 milioni di euro, il serbo non ha mai veramente convinto i tifosi bianconeri: se i gol non sono mai mancati (64 gol in tutte le competizioni), le prestazioni sono state ritenute spesso altalenanti, col calciatore che si assentava per lunghi tratti della gara. Negli anni in bianconero l’attaccante ex Fiorentina non ha saputo mantenere le aspettative, ma le responsabilità non sono esclusivamente sue: con Allegri giocava troppo lontano dalla porta, mentre con Thiago Motta gli veniva richiesto di giocare “alla Zirkzee”. Nonostante ciò, il serbo non ha mai fatto mancare la sua presenza in zona gol, ed è per questo che col calcio propositivo di Luciano Spalletti la musica potrebbe cambiare.
Il ritorno di Vlahovic sarà importante, dunque, anche e soprattutto da un punto di vista puramente tattico. La presenza di un vero numero 9 permetterà ai trequartisti, Yildiz su tutti, di avere più spazio per creare scompiglio, grazie alla capacità del serbo di allungare la linea difensiva avversaria, ma non solo. Nel momento in cui la retroguardia avversaria arretrerà il proprio raggio d’azione, il numero 9 bianconero sarà in grado di dare presenza in area di rigore, e ciò aiuterà la Juventus ad essere più efficace in zona gol, senza perdersi nella talvolta fumosa giocata dei due esterni d’attacco.
Quando rientrerà Vlahovic?
L’attaccante serbo è ai box dal 29 novembre 2025 a causa di una lesione muscolare di alto grado della giunzione muscolo-tendinea dell’adduttore lungo della gamba sinistra. Il suo rientro è previsto per la sfida contro l’Udinese del 14 marzo, ma per il suo pieno recupero si dovrà aspettare la fine della sosta delle nazionali.






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