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Il tennista di Canberra è ormai alle ultime battute della sua carriera fra i professionisti. Un personaggio, più che un tennista, che non ha saputo un po’ per problemi personali, un po’ per uno stile di vita poco consono, racimolare quanto dovuto. Kyrgios dimostra che, per giudicare un giocatore, bisogna confrontarsi con diversi parametri: il talento è importante, ma contano anche costanza, intelligenza tattica e resilienza.
UN TORMENTO CONTINUO
La consapevolezza di poter competere a tali livelli non è mai arrivata completamente. Se Spider-Man diceva sempre che: “Da grandi poteri derivano grandi responsabilità”, Kyrgios rappresenta perfettamente il contrario di tale affermazione. Quando è chiamato in causa per performare, a volte viene fuori una versione strampalata del talento australiano. Il 2019 è stato l’anno più instabile della carriera di Nick: a Roma ha sfasciato una sedia in campo, a Wimbledon ha tirato una pallina contro Nadal (senza scusarsi) e a Cincinnati ha spaccato due racchette sulla via degli spogliatoi. È stato, però, anche un anno incredibile, poiché ha vinto ad Acapulco e a Washington, battendo giocatori incredibili. La vera incarnazione del detto “Genio e sregolatezza”.
IL RAPPORTO CON DJOKOVIC E NADAL
Anche questo è punto molto particolare. Sebbene non si possa considerare per nessun motivo al mondo sul piano di queste due leggende del tennis, Kyrgios ha avuto sempre il coraggio di dire qualsiasi cosa a riguardo dei due campioni, anche delle più brutte. Specialmente con Nadal, Kyrgios non si è mai tirato indietro. Ha accusato il maiorchino più volte di essere ritardatario in campo per via dei tick che ben conosciamo e, a volte, si è spinto a sostenere che fosse dopato, senza avere delle prove concrete. A Wimbledon il caso peggiore della faida, con pallata da parte di Kyrgios a Rafa e servizi da sotto con provocazioni. Invece, con Djokovic le cose sono cambiate nel tempo. Tra il 2017 e il 2018 l’australiano odiava alla follia il Serbinator, giudicando le sue ossessioni per la dieta e per lo yoga in malo modo. Successivamente alla finale di Wimbledon del 2022, che vide i due uno contro l’altro, il rapporto cambiò in maniera positiva: Kyrgios iniziò a rispettare maggiormente la personalità del Serbo e i due diventarono amici e compagni di doppio addirittura. Diciamo che la coerenza non è mai stata una qualità di Nick.






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