Il match dell’Olimpico di domenica sera aveva su di sé gli occhi di mezza Italia, non solo dei tifosi rossoneri e biancocelesti. E’ stata una partita dentro la partita, un ritorno in un altro ritorno: romantico per la Lazio e i suoi tifosi, infernale per il Milan e le sue ambizioni scudetto.
CAPOLAVORO SARRI, SCONFITTA LOTITO
“Il capolavoro di Sarri, la sconfitta di Lotito”. Provocante forse, ma azzeccato come poche altre cose. La Lazio non ha più nulla da chiedere al campionato ma mette in scena una prestazione tattica e di cuore come non si vedevano da tempo.
Una squadra ridotta all’osso dagli infortuni, costretta a schierare Patric mediano e Motta in porta, che però nel primo tempo manda in tilt il Diavolo a ripetizione. Sarri vince 2-1 gli scontri stagionali con Allegri e dopo la Coppa Italia lo incarta nuovamente: il 4-3-3 toglie certezza al 3-5-2 del Milan, strappando più volte l’uno contro uno (come in occasione del vantaggio) e nel secondo tempo in contropiede.
A questo si aggiunge una doppia, amara, sconfitta per il presidente Claudio Lotito. La prima è mostrata da un Olimpico sold out che canta per 90′ e incita la squadra, la seconda è il suo allenatore, che con un rosa smembrata tra luglio e gennaio piega (forse) i sogni scudetto del Milan. La vittoria di Sarri la si vede nelle piccole cose: con Maldini centravanti, Nuno Tavares ritrovato, Gila e Marusic leader, Patric maratoneta, Taylor arma in più e un Isaksen versione bomber quando la palla pesa.
MILAN, OCCASIONE PERSA
L’Atalanta gliela aveva servita nel migliore dei modi, ma il Milan non ha scartato il regalo che poteva riaprire definitivamente la corsa scudetto.
L’ennesimo primo tempo di basso livello in stagione, un diavolo che crea pochissimo e poi insegue, incapace di pressare in maniera ordinata e di alzare veramente il ritmo quando deve.
La reazione arriva ma è ben rappresentata dal volto di Leao al cambio: caotica, nervosa e poco produttiva. Non che con Nkunku-Fulkrug-Pulisic a tridente vada meglio, anzi. I piazzati restano l’arma in più (come a Cremona), mentre il gioco resta il punto debole e senza Rabiot anche il centrocampo viene meno. A tratti sovrastato dalla qualità di Taylor e la corsa di Patric e Dele Bashiru, Jashari resta elemento misterioso (pur pagato 34 milioni) e Modric può dare…fin chè ne ha.






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