In collaborazione con Damiano Battiato
13590 a 12400, no, non stiamo parlando di un possibile punteggio conclusivo di una sfida di Pacman tra due comuni giocatori, sono i punteggi nel ranking ATP rispettivamente di Carlos Alcaraz e Jannik Sinner, prima dell’inizio del torneo di Montecarlo. In breve, Jannik Sinner ha la possibilità concreta di spodestare lo spagnolo dal gradino più alto del podio in qualunque casistica che preveda la sua vittoria conclusiva, anche se i due dovessero incontrarsi in un ipotetica finale del torneo. Questo perché in tal caso Sinner guadagnerebbe 1000 punti, portandolo nel ranking a quota 13400, data la sua assenza nella scorsa edizione per il caso doping. Alcaraz, invece, ne perderebbe 350, visto che passerebbe dall’essere detentore all’essere finalista, scendendo così a quota 13240.
IL PIANO DI SINNER
Ma cosa serve a Sinner per proseguire il suo straordinario percorso a livello di masters 1000 e fare tripletta, dopo i titoli di Indian Wells e Miami? Partirò dando una risposta più banale, ovvia e qualunquista, dicendo che ora sulla terra deve lasciar perdere tornei di intermezzo meno rilevanti in termini di punti e montepremi, concentrandosi esclusivamente sulla preparazione dei tornei 1000 e del Roland Garros. Nell’elaborazione delle strategie e controstrategie per far fronte al gioco nella tipologia di campo fra tutte meno congeniale alle sue caratteristiche di gioco, sotto questo punto di vista i suoi allenatori Cahill e Vagnozzi possono fare la differenza.
Ma veniamo alla parte interessante, proprio le strategie da adottare: non che sia pessimo e monotono il suo gioco da sfasciacarrozze anzi, bisognerebbe renderlo solo un po’ più variegato e “condito”. L’altoatesino è formidabile nelle superfici veloci e nel gioco altrettanto veloce: che si venga incontro a questa sua abilità! In tal modo può uscire velocemente dalla diagonale di scambio, tagliando tutto il campo ed eventualmente anticipando tempi di gioco colpendo in controbalzo, anche al fine di evitare un rallentamento degli scambi congeniale ai terraioli, con i loro piani tattici caratterizzati da scambi mediamente alti e profondi.
LA CHIAVE TATTICA DA UTILIZZARE
I drop sono un altro tema tattico chiave per far fronte a questo rallentamento per due motivi. Se Sinner costringe l’avversario a giocare diversi metri dalla riga di fondo, è il momento migliore per giocare una palla corta, non per forza perfetta, costringendo nel peggiore dei casi a rete l’avversario, per poi superarlo in passante, altro colpo da manuale dell’altoatesino. L’altro motivo si ricollega alla strategia precedente, ed è quello di uscire da uno scambio che rischia di diventare tedioso, lento e più sostenibile per l’avversario.
L’unico motivo per cui Sinner deve giocare da fondo è per rispondere al servizio dell’avversario, per avere il tempo necessario di rispondere non in maniera impeccabilmente elaborata, ma almeno per entrare nello scambio e recuperare posizione.
RIMANE IL PROBLEMA ALCARAZ
Tutto molto bello ed interessante, ma se si dovesse far fronte ad Alcaraz, che sembra il tipo di tennista che più si ritrova in questo stile di gioco? Lucidità e gestione delle energie sembrano i punti di riferimento da ritrovare per l’altoatesino per via di una tradizione non propriamente felicissima alla ripresa dell’incontro o, comunque sia, ai suoi sgoccioli contro il diretto avversario. Il resto della strategia in parte prevede i punti approfonditi prima. Uscire dagli scambi in un modo o nell’altro è determinante per evitare passanti minacciosi dello spagnolo, ma non avere neanche fretta di farlo per evitare di allargare troppo il passante oppure aggredire a rete in maniera sconclusionata e con i tempi sbagliati.






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