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C’è un cancro che sta attanagliando il tennis, un morbo che sta distruggendo tennisti, tornei e, soprattutto, la credibilità di un sport elegante e raffinato come il tennis. Ovviamente, il problema in questione sono le scommesse e gli scommettitori: si parla di giri di denaro enormi e di possibili combine che non solo stanno danneggiando l’immagine del tennis, ma che stanno nuocendo all’ATP stessa.
IL CASO ZERO
C’è stata una partita identificabile come caso zero di tutta questa vicenda scommesse: il match fra Nikolay Davydenko e Martín Vassallo Argüello, al torneo di Sopot nel 2007. L’ex campione delle ATP Finals, largamente favorito per la vittoria, si aggiudica il primo set 6-2. E fino qui, tutto normale, senonché, durante la pausa fra un set e l’altro, arrivano delle puntate folli contro il russo, con la più alta intorno ai 7 milioni di euro. Davydenko si ritira, poi, nel corso del terzo set, destando molti dubbi sulla reale entità del suo infortunio. L’ATP fece delle indagini, ma non condannò nessuno dei due giocatori. Tutti i movimenti di denaro furono bloccati, perché, comunque, il caso fu ritenuto particolarmente borderline.
UN PROBLEMA CHE PUO’ SOLO PEGGIORARE
Dopo il caso Davydenko, l’ATP promise di introdurre misure più severe, tuttavia, il problema sembra essersi ingigantito. In primis, perché, nei tornei minori, i controlli restano a prescindere limitati. Questo avviene perché nel circuito ITF il guadagno dalle vincite è davvero limitato e alcuni giocatori tentano illegalmente di aumentare il proprio montepremi vendendosi agli scommettitori. D’altronde, il tennis è incredibilmente vulnerabile alle combine, perché basta perdere un game apposta per far vincere una scommessa in tempo reale. Daniel Köllerer, João Souza, Youssef Hossam sono solo alcuni nomi degli ultimi giocatori ad essere stati squalificati a vita per aver “tankato” dei loro match in favore degli scommettitori.
LA DEGENERAZIONE DI QUESTO FENOMENO
Ci sono stati e ci saranno in futuro tennisti che continueranno a cercare di farla franca tramite questo schema, anche se, ultimamente la più grande preoccupazione restano gli scommettitori. Parliamo di persone pronte a fare tutto per il denaro: da insultare i giocatori fino a minacciare di ammazzare i loro famigliari. Il caso più recente in Italia è stato riportato da Maestrelli: il tennista pisano ha condiviso in un reel sul suo profilo Instagram tutti gli insulti e le minacce che gli sono arrivate dopo la sconfitta in un primo turno in un challenger nel 2025. E’ agghiacciante pensare che ci sono stati dei casi ancor più gravi. Nikolas Sanchez Izquierdo, tennista n.279 ATP, a febbraio nel challenger di Rosario è stato costretto a perdere il suo match contro Aboian, n.526 ATP, avendo ricevuto una chiamata con minaccia, in caso di vittoria, di rapimento dei propri famigliari.





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