Dimentichiamoci del quarto di finale contro il Barcellona, e riportiamo il focus sulle difficoltà del calcio italiano. Il modello “Atletico Madrid”, plasmato e modernizzato dal Cholo Simeone, è la realtà più asportabile per il calcio italiano?
UNA NATURA DIFENSIVA ORMAI MODERNIZZATA
Un tempo era solo “difesa e contropiede”, frase molto usata ancora oggi nel calcio italiano, poi la squadra di Simeone si è lentamente modernizzata pur tenendo fede a quel principio difensivista che la contraddistingue in Europa. Ma come ha fatto l’Atletico a cambiare faccia? A schierare 4 attaccanti (Lookman, Julian, Griezmann e Simeone) mantenendo uno spirito difensivo?
L’evoluzione dei Colchoneros non è avvenuta da un giorno con l’altro, anzi, è figlia di un processo iniziato più di 5 anni fa, quando l’Atletico fece diversi anni a vuoto sia in Europa che in Spagna, uscendo presto dalla Champions (andando in Europa League) e non giocandosi nemmeno la Liga.
In quegli anni, mentre si parlava di addio di Simeone, lui in realtà portava avanti un processo di cambiamento che ha fatto cambiare pelle alla sua squadra.
COSA E’ CAMBIATO?
Tanto, se non tutto. Un tempo il 4-4-2 vedeva sugli esterni di centrocampo dei mediani adattati, ne sa qualcosa Saul Niguez, mentre ora vede Giuliano Simeone, Ademola Lookman, Nico Gonzalez…e molti altri. Esterni da tridente, non da centrocampo a 4, perfettamente adattati da Simeone che trasforma l’Atletico in un 4-2-4 in fase offensiva, senza timore di subire dei contropiedi.
Per poter schierare 4 attaccanti, però, ha rielaborato quasi totalmente la fase difensiva, perchè il 4-4-2 si scompone a più riprese in un 5-3-2 o, addirittura, 5-4-1 nei momenti più concitati delle partite. Il sacrificio di Giuliano Simeone, che diventa un quinto di difesa, l’abbassamento di Griezmann da punta a quarto di centrocampo, permettono all’Atletico di chiudersi al meglio nella propria trequarti, raddoppiando gli esterni avversari (vedi Yamal e Rashford), correndo meno pericoli del previsto, pur restando pericoloso in ripartenza.
LA QUALITA’ E IL TALENTO POSSONO (E DEVONO) DIFENDERE
Forse è questo il problema più “grande”, che i talenti che giocano in Italia molto spesso pensano di non doversi sacrificare. Antoine Griezmann ne è l’esempio perfetto: giocatore dotato di un talento cristallino, ma che nella sua carriera all’Atletico ha ricoperto ogni ruolo pur di aiutare la squadra.
A rinforzare questa tesi c’è il cambio fatto contro il Barcellona: fuori Koke, dentro Baena. Giocatori con caratteristiche molto diverse, già intuibili dal numero di maglia, fuori il 6 (mediano) dentro il 10 (trequartista). Nessuna paura perchè in fondo si dice che “la miglior difesa è l’attacco” e infatti l’Atletico non rinuncia a giocare, a tenere il possesso e sfruttare i contropiedi.
Il calcio italiano farebbe bene a prendere spunto dal sistema “Atletico” modernizzato dal Cholo Simeone? O è una scorciatoia che non porterebbe a buoni risultati?





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