Top e Flop della stagione NBA- Eastern Conference

La stagione regolare è arrivata al capolinea, tra sorprese e conferme anche la Regular Season 2025/2026 ha dato i suoi verdetti. Prima dell’inizio dei Playoff vediamo quali sono state le note positive e negative della stagione fino a questo momento.

TOP

CHARLOTTE HORNETS E LA RINASCITA DI LAMELO BALL

A Charlotte ci si aspettava la solita stagione nei bassifondi della Lega, e l’inizio di stagione aveva confermato questa sensazione, ma dal 2026 qualcosa è cambiato e gli Hornets hanno ottenuto una serie di vittorie che li porteranno a giocarsi un posto ai playoff che in Nord Carolina manca dal 2016. Questo grazie a un core di giovani che ha alzato il livello e che ci farà divertire pure nei prossimi anni, un allenatore molto competente come Charles Lee, il vice di Joe Mazzulla nell’anno del titolo di Boston, e il ritorno a pieno regime di LaMelo Ball che sembra aver lasciato alle spalle i problemi fisici che lo hanno fermato dal suo approdo in NBA dopo la prima favolosa stagione da rookie. Per una visione a 360° sugli Charlotte Hornets consigliamo la lettura del nostro articolo a riguardo: Il 2026 degli Charlotte Hornets

LA CULTURA VINCENTE DEI BOSTON CELTICS

Per Boston dopo anni da contender questo sembrava l’anno di transizione per una futura ripartenza. In estate hanno salutato i biancoverdi: Jrue Holiday, Kristaps Porzingis e Al Horford, sulla carta 3 titolari. Aggiungendo il brutto infortunio di Jayson Tatum, Boston iniziava la stagione con Jaylen Brown e tanti comprimari, dai quali non ci si aspettava questo salto di qualità. Grazie ad una stagione da MVP dello stesso Brown e un sistema di gioco in grado di rendere tutti protagonisti, anche quest’anno Boston ha superato le 50 vittorie stagionali e si candida ad essere una super contender ad Est per arrivare alle Finals. Già a gennaio parlavamo bene dei Boston Celtics che davano l’impressione di essere una squadra costruita con criterio e con ancora tante ambizioni nonostante i cambiamenti nel roster: Boston Celtics per un’analisi più specifica.

ATLANTA HAWKS DOPO LA TRADE DI YOUNG

Con l’addio di Trae Young ad Atlanta è finita un’era, ma ne è iniziata una ancora più promettente fin da subito. Con Young direzione Washington, il pallino del gioco è spartito rispettivamente tra Jalen Johnson e Nickeil Alexander-Walker, cugino di Shai Gilgeous-Alexander, che col trasferimento ad Atlanta ha alzato il livello delle sue prestazione candidandosi così a papabile Most Improved Player of the Year. Con loro due e altri giocatori sia futuribili che utilissimi nel presente, su tutti Jonathan Kuminga e Zaccharie Risarcher, gli Hawks hanno alzato i giri del motore risalendo la classifica fino a collocarsi al quinto posto ad Est. Per quest’anno le pretese non sono alte, ma dall’anno prossimo con l’aggiunta di ulteriori pezzi, il progetto di Atlanta si candida ad essere uno dei più promettenti nella Conference.

DETROIT PISTONS CON E SENZA CUNNINGHAM

Grazie a Cade Cunningham i Detroit Pistons sono primi in Eastern Conference, ma dal suo infortunio al polmone non hanno di certo rallentato, anzi hanno mantenuto un record positivo nelle partite senza la propria stella. Questo è un segnale forte che Detroit ha mandato a tutte le rivali, aspettando il ritorno del numero 2. Questo perchè la squadra costruita negli anni si basa su dei principi che trascendono dal playmaking di Cunningham e soprattutto perchè difensivamente Detroit argina sempre e comunque gli attacchi avversari grazie a fisicità e intensità, soprattutto di Jalen Duren e Ausar Thompson, due tra i migliori difensori di tutta la lega.

FLOP

LA DIFESA DI WASHINGTON

L’obiettivo di Washington è evidentemente quello di perdere per una scelta alta al Draft, ma c’è modo e modo. Il caso lampante è aver concesso 83 punti a Bam Adebayo l’11 marzo e per “vendicarsi” lo si è raddoppiato sistematicamente nella sfida del 4 aprile però concedendo così 152 punti totali agli Heat, strategie da rivedere! Washington è la difesa peggiore ad Est, la quale prende più di 115 punti ogni partita dal 17 marzo. I frutti del rebuilding ancora non sembrano sbocciare, l’anno prossimo dovrà essere quello del verdetto se no tutte queste figuracce rischiano di continuare ad essere una triste abitudine.

IL FUTURO DEI BUCKS E LA GESTIONE DI GIANNIS

Secondo molti reporter, i Milwaukee Bucks sono la peggior squadra in prospettiva futura dove l’unica nota positiva è Ryan Rollins. Dopo di che c’è il nulla o quasi, giocatori con poco mercato, non più giovanissimi e pochissime pick per i prossimi anni a causa della trade Lillard, al quale Milwaukee dovrà ancora pagare parte dello stipendio pur non avendolo più in squadra. A questa pessima situazione si aggiungono i mal contenti di Giannis Antetokounmpo che quasi sicuramente lascerà i Bucks, i quali vorranno ottenere moltissimo in cambio. Brutto però è il rapporto creato tra lui e la società in continuo scontro. Risultato di tutto questo è l’undicesimo posto e l’esclusione dai Playoff per la prima volta da parecchi anni.

CONFUSIONE A CHICAGO

Chicago resta come sempre una delle squadre meno comprensibili di tutta la lega. Dopo un buon avvio di stagione, i Bulls sono tornati ad essere ciò che siamo abituati a vedere da più di un decennio, ovvero una squadra mediocre. In realtà, le basi per costruire ci sono, come dimostrano le prestazioni di Josh Giddey e Matas Buzelis, ma ogni anno che qualcosa sembra andare bene, tutto poi si conclude in un nulla di fatto. Nella finestra di mercato della trade deadline i Bulls sono stati tra i più attivi ma come al solito questa strategia non ha portato a grandi risultati, giocatori presi tutti nello stesso ruolo e senza una vera e propria programmazione. Il Roster di Chicago resta uno dei meno interessanti in assoluto senza inoltre avere all’orizzonte nulla di così speciale. Tutto da rifare!

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