Un grande grazie per le immagini a Christian Sellitti
Da poco passato alla categoria Challenger 125, il torneo di tennis di Monza a Villa Reale è un’ ottima occasione per vedere tennis d’alto livello alle porte di Milano. Mentre i tennisti nelle prime posizioni si sfidano a Montecarlo, a Monza competono giovani promesse, come Landaluce, Vasamì e Prizmic, oppure vecchie glorie in cerca di un possibile rilancio, come Marco Cecchinato. Il tutto con la possibilità di entrare gratuitamente e poter vedere i match e gli allenamenti, prima delle semifinali.
L’ESPERIENZA TRA I CAMPI D’ALLENAMENTO
Da giocatore di club, penso davvero che la cosa migliore, prima addirittura della possibilità di assistere ai match, sia poter vedere da vicino gli allenamenti. Al contrario dei tornei più importanti, non ci sono impedimenti: puoi davvero immergerti con il giocatore e il suo team durante la sessione e, nei casi più fortunati, parlare con loro. Durante la mattinata di martedì 7 aprile ho potuto osservare Landaluce, insieme al suo team della Nadal Academy, Prizmic, Nardi, Sakamoto, Bellucci e Gaston.

Oltre alla fortuna di osservare la tecnica, la mano e le botte dei professionisti presenti, l’allenamento lo si vive come qualsiasi allenamento in un club. C‘è chi ha la sessione di sparring, chi lavora su un colpo preciso e chi invece prepara le tattiche: insomma, un tipo di esperienza che consiglierei anche per gli allenatori e i coach per poter prendere spunto dagli esercizi e dalle dinamiche giocatore-coach.
IN GIRO PER L’HOSPITALITY: LA SCOPERTA DI EQUISTASI
Per essere un challenger l’hospitality è davvero di primo livello. Infatti, grazie a sponsor importanti come Atkinsons, Audi e Intesa San Paolo, il torneo si è potuto permettere di creare una bellissima struttura d’accoglienza per i fan, tra i campi di gioco e quelli d’allenamento.
Da segnalare anche la presenza di Equistasi, promotori di una tecnologia medica in ambito sportivo. Equistasi mi ha fatto scoprire un sistema innovativo che può aiutare atleti a ridurre il dolore nella propria performance sportiva, tramite la ricerca di una postura corretta nell’esecuzione dei gesti tecnici.
I MATCH
Infine, sono andato a vedere un po’ di partite. In mattinata ho visto per la prima volta dal vivo giocare Jacopo Vasamì nel suo match contro Raul Brancaccio. Nonostante la sconfitta, il classe 2007 dimostra grande compostezza ed eleganza in campo. Con il suo servizio e dritto mancino, parliamo di un giocatore che ha le carte in regola per far bene nel tennis moderno, consolidando la presenza azzurra nel circuito ATP.
Nel pomeriggio, invece, ho visto la bella battaglia fra Federico Arnaboldi e Martin Landaluce, con lo spagnolo, classe 2006, che si è imposto al terzo set. Fresco di un quarto di finale nel 1000 di Miami, Landaluce, come Vasamì è abile nel tennis d’attacco a partire dal servizio, ma in più dell’italiano è in grado di tenere meglio gli scambi, grazie ad un fisico già più sviluppato. Molto pubblico presente sugli spalti e una grande partecipazione nel tifo per i giocatori italiani, esattamente l’atmosfera che meritava un contesto del genere.






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