Uno dei mondiali più amati dagli appassionati delle quattro ruote, il 2012 verrà ricordato per sempre per essere stato l’anno dei 7 vincitori diversi nelle prime 7 gare e dei 7 campioni del mondo in lizza per un unico nome sulla coppa di fine stagione. Ancora una volta, Red Bull e Ferrari in lotta per il titolo con Sebastian Vettel e Fernando Alonso. Una lotta serrata ad ogni gara, con una prima metà di stagione sotto tono per il campione tedesco e Fernando, invece, motivato più che mai a lasciarsi alle spalle le delusioni delle passate stagioni. Dopo la vittoria in casa di Vettel ad Hockenheim, l’iberico sembra dare lo strappo decisivo: niente di più falso, perché Fernando rimane coinvolto in due incidenti, prima a Spa e poi a Suzuka, che riapriranno drammaticamente la corsa al titolo. Vettel poi nello swing asiatico fa paura: 4 vittorie consecutive fra Singapore, Giappone, Corea del Sud e India, che significano un mondiale praticamente in parità ad Abu Dhabi. Proprio negli Emirati si consuma un’altra garona da parte del pilota della Red Bull. Partito 24° a causa di una penalità in qualifica (carburante sotto i livelli standard), il numero 1 supera ben 22 vetture, terminando sul gradino più basso del podio dietro proprio ad Alonso e al vincitore sulla Lotus Kimi Raikkonen. In Texas vince Hamilton davanti a Vettel secondo e Alonso terzo e tutto quindi si decide a Interlagos. Vettel è 4° in qualifica, la Ferrari dell’iberico solamente 8°. Una pessima partenza del tedesco lo imbottiglia nel traffico: un contatto con Bruno Senna provoca un violento testacoda alla macchina del campione in carica. Vettel riparte dal fondo con un grande squarcio sulla pancia di sinistra, mentre Alonso lotta già per la zona podio. Sembra finita, Vettel però riesce a sfruttare le sue abilità sul bagnato e chiude la gara, rimontando, in sesta pozione, quel tanto che basta per vincere il mondiale con soli 3 punti di vantaggio. Il povero Alonso arriva secondo, un’ altra beffa amarissima per lui. Vi saranno poi delle aspre contestazione nella settimana dopo la chiusura del campionato per un sorpasso di Vettel avvenuto sotto regime di bandiera gialla, ma nulla di fatto. Vettel per la terza volta consecutiva è campione del mondo.





