Era il favorito numero 1 e anche stavolta non si è fatto desiderare. Dopo dieci giorni il Tour de France era chiuso, con oltre 4 minuti sul rivale Jonas Vingegaard, ma ad impressionare è sempre stata l’inattaccabilità mostrata dallo sloveno.
L’ulteriore crescita di Tadej Pogacar la si è vista nella terza settimana: non si capiva se fosse malato o semplicemente in declino, ma ha corso sulla difensiva senza mostrare segni di cedimento, guadagnando anche qualche secondo su Vingegaard, una prova di maturità.





