PostGP Silverstone

Il riassuntone del weekend: La roulette della pioggia la vince la McLaren… e Hulkenberg!

L’illusione rossa

Un fine settimana che era partito con quanto era avvenuto a Spielberg: McLaren ultra veloce, ma questa volta dalle prove libere fino al Q2 delle qualifiche del sabato c’è stata una Ferrari forse addirittura overperformante, in particolare con un Lewis galvanizzato dal pubblico di casa, mai come prima da quando era arrivato alla Scuderia. Il Q3 però ha riconfermato il trend stagionale. Quando si deve fare sul serio, McLaren alza il livello (anche solamente del 10%) e mette tutti dietro. Solo un corridore è in grado di sfidare il livello dei Papaya, quando la pista è una di quelle che esalta le qualità del pilota: Max Verstappen prende la pole all’ultimo giro disponibile, mettendo dietro di lui Piastri, Norris, Russel, Hamilton, Leclerc; con le due Ferrari rimaste con un pugno di mosche in mano alla fine del sabato. Queste erano le condizioni sull’asciutto, o per dir meglio sull’umido, perché la pioggia in realtà è stata una costante per tutto il fine settimana.

Gara caotica

Ed è la domenica che cambia di nuovo gli equilibri. Già prima della partenza, al termine del giro di ricognizione, Leclerc e Russel rientrano per montare gomme da asciutto, quando quasi tutto il resto della griglia preferisce iniziare la corsa con le gomme intermedie, giudicate più sicure. Un azzardo che pagherà tanto per loro, dato che dopo una decina di giri percorsi, torna la pioggia, la quale si intensificherà fino ad obbligare tutti a montare un nuovo treno di inter e poi addirittura a schierarsi dietro la safety car, in attesa di condizioni migliori. La ripartenza poi dura veramente poco, perché dopo appena un giro, Hadjar a causa della scarsa visibilità centra a Copse l’incolpevole Antonelli, provocando il ritiro di entrambe le vetture. Una nuova SC viene chiamata in pista e dopo altri 5 giri si riparte, ma ancora una volta confusione: Piastri rallenta troppo prima di riaprire il gas, autoinfliggendosi una penalità di 10 secondi. E Verstappen, forse distratto da quella manovra azzardata, successivamente si gira, finendo in decima piazza. Da questo punto in poi, iniziano i rispettivi tentativi di rimonta da parte dell’olandese, di Leclerc, di Russel, ma soprattutto di LH44: il leone britannico è una furia, e dopo aver passato il suo vecchio compagno di squadra con il numero 63, passa Gasly e Stroll, inseguendo Nico Hulkenberg, che senza alcun senso si trova provvisoriamente sul podio con la sua Sauber. La pista continua ad asciugarsi grazie al sole che risbuca fra le nuvole londinesi, e negli ultimi 10 giri si è costretti a cambiare gomme ancora una volta. C’è chi come Russel e Leclerc monta troppo presto le gomme slick e perde il controllo della vettura più volte, ma per Verstappen è un’ ottima scelta, che li permette di rientrare in top 5. Hamilton le prova tutte, ma si deve accontentare di chiudere sotto il podio per la gioia di Hulkenberg, che dopo 243 gare in F1, riesce a strappare il primo podio in una gara tutta pazza. Vince Norris, che non sbaglia, tenendosi lontano dai guai. Piastri secondo, nonostante la penalità.

Il pagellone: Norris immacolato (9), Hulkenberg spezza la maledizione (10)

McLaren, 10: una macchina che nelle condizioni da bagnato fa sembrare i contendenti a bordo di F2.

Norris, 9: non fa grandi cose, ma è uno dei pochi che non fa errori. Una vittoria casalinga che riequilibra il mondiale.

Piastri, 7: un’ottima qualifica e una bella gara, ma quell’errore che gli causa la penalità vanifica il tutto. Oggi Piastri è stato meno “cold”.

Hulkenberg, 10: firma un’impresa eroica, portando una macchina che performa sempre meglio, ma che rimane pur sempre lontano per lottare per simili piazzamenti. Finalmente un podio per lui.

Ferrari, 7: ci sono miglioramenti dalla nuova introduzione del fondo. Forse manca qualcosa dall’organico e dai piloti ora.

Hamilton, 8: probabilmente il miglior weekend per lui da quando è in Ferrari, peccato per il podio.

Leclerc, 5: non trova mai feeling. Sbaglia la qualifica e commette tanti errori di giudizio in gara.

Verstappen, 9: come al solito fa volare una Red Bull con poca performance. La qualifica è un capolavoro, la gara è al limite e l’errore non li permette di stare con i Papaya.

Mercedes, 5: la macchina ha passo, ma le strategie sono troppo azzardate.

Gasly, 8: boa di salvezza dell’Alpine.

Tsunoda, 4: altra gara da dimenticare per il compagno di Max.

Bearman, 5: sfrontato, troppo ottimista. Alterna grandi manovre ad errori grossolani. Imperdonabile il contatto con il compagno Ocon.

Colapinto, 2: forse il più grande bluff di questa stagione. Sbatte in Q1 in un giro di preparazione e non parte nemmeno in gara.

2 risposte a “PostGP Silverstone”

  1. […] il vincitore dell’impresa della stagione: il terzo posto con la Sauber nel piovoso weekend di Silverstone ha permesso a Nico di spezzare la maledizione di non essere mai arrivato fra i primi tre in una […]

    "Mi piace"

  2. […] decisioni del board per quanto riguarda i piloti. Hulkenberg, rinnovato per un altro anno almeno, fresco del podio con Sauber a Silverstone, è un uomo chiave. Sarà un grande collaudatore e aiuterà tantissimo nella fase dello sviluppo […]

    "Mi piace"

Scrivi una risposta a F1, Audi: si avvicina un momento storico – SPORTSIDE Cancella risposta