Il primo giorno di riposo porta con sè le prime valutazioni, siamo quasi a metà Tour e le montagne non sono ancora arrivate, ma tra Pogacar e Vingegaard c’è già un minuto abbondante, figlio della crono.
Fin’ora solo scaramucce, ma ecco le montagne
Nelle prime dieci tappe del Tour de France non c’è stato il terreno per fare grandi distacchi, tante tappe mosse in stile classiche, ma alla fine Pogacar non ha mai staccato Vingegaard e viceversa.
A dividerli c’è però già un minuto abbondante, figlio della crono della quinta tappa, dove il danese ha pagato 1.05 in una giornata a dir poco nera. Ad aspettare i due fuoriclasse c’è un fine settimana di grandi salite: Hautacam (13 km al 7.8%), cronoscalata (8km all’8%) e Luchon-Superbagneres (12.4km al 7.5%), dopo queste tappe la classifica generale sarà molto diversa.
Nella terza ed ultima settimana ci saranno poi il Mont Ventoux (15.7 km all’8.7%), il Col de la Loze (26.2 km al 6.5%) e infine La Plagne (19km al 7.2%), dove con ogni probabilità si concluderanno i giochi.
Pogacar senza Almeida, Vingegaard diverso
Il fenomeno sloveno ha perso il suo miglior gregario in salita, Joao Almeida, che si è dovuto ritirare a causa di una caduta che gli ha procurato la frattura di una costola. Senza Almeida la squadra di Pogacar è inferiore alla Visma-Lease a Bike in salita, e questo gioca solo in favore di Jonas Vingegaard.
I “calabroni”, così chiamati per il body giallonero, cercheranno di isolare Pogacar nelle giornate più dure, con tante salite, obbligandolo a seguire sia Jorgenson che Vingegaard, entrambi in classifica al momento.
Così facendo la Visma spera di far innervosire Pogacar e fargli sprecare energie mentali e fisiche nelle ultime 11 tappe, una strategia particolare, ma forse l’unica per spodestare Tadej dal trono.






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