Era solo la prima tappa di montagna, con l’arrivo sull’Hautacam, ma non ci sono state storie: Tadej Pogacar ha quasi chiuso il Tour de France.
Lo sloveno rifila a Jonas Vingegaard 2.10 minuti in 12 chilometri di salita, e ora ne ha 3.31 di vantaggio in classifica generale sul danese.
La tappa:
La Visma-Lease a Bike di Vingegaard tira sul Col du Soulur, e il primo ad andare in crisi è Remco Evenepoel. A lui segue Mateo Jorgenson, compagno di Vingegaard e pedina tattica fondamentale, che mostra subito segni di cedimento nel piano tappa della Visma.
Scollinata la prima salita, è la squadra di Pogacar a prendere in mano la corsa. Wellens tira nel fondovalle che collega le due salite, poi entra in gioco Narvaez; l’ecuadoriano fa un’autentica volata per Pogacar, che ai -12 dall’arrivo stacca tutti, riprende la fuga e si invola al traguardo.
Al terzo posto chiude uno strepitoso Florian Lipowitz, a soli 13 secondi da Vingegaard e 2.23 da Pogacar. Il tedesco è quarto in classifica e potrà giocarsi le sue carte anche domani nella cronoscalata e sabato nell’ultimo tappone pirenaico. I 13 secondi tra Vingegaard e Lipowitz presentano una domanda: come sta realmente Vingegaard? La sua miglior versione dà solo 13 secondi a Lipowitz?
A conferma della strana condizione del danese c’è il dato sulla scalata odierna dell’Hautacam e quella del 2022, dove vinse chiudendo il Tour: oggi ha chiuso con 40 secondi di ritardo sul suo tempo di scalata nel 2022.
Pogacar scrive l’ennesima pagina della sua carriera, terza vittoria al Tour su dodici tappe, se il Tour non è finito…poco ci manca.






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