Da nemesi di Bagnaia a Leclerc della MotoGP: la storia di Fabio Quartararo, El Diablo

E’ il 2025, vai a podio con un mezzo che non meriterebbe la top3, in qualifica esprimi il  livello degno dei migliori, sei un predestinato. Se stessimo parlando della Formula 1, questa descrizione sarebbe certamente un bel quadretto per Charles Leclerc, ma se invece stessimo introducendo un asso delle due ruote, nessuno incarna questi concetti meglio di Fabio Quartararo.  

Una ascesa veloce per prendere il posto di Rossi  

Il debutto e i primi podi già a 16 anni in moto3, la prima vittoria a 19 anni e la conseguente promozione nella classe regina ancora da teenager. Da lì la chiamata della Yamaha Petronas, che decide nel 2019 di puntare sulla sua crescita professionale, affiancando il francese ad un altro giovane pilota in ascesa, Franco Morbidelli. Con una Yamaha ancora competitiva si mette in luce, mettendosi dietro non solo il compagno, ma anche l’idolo Valentino Rossi, che invece era in sella alla Yamaha più potente del team ufficiale. Il 2020 è difficile da gestire a causa della pandemia e nonostante tre vittorie, Quartararo è solo ottavo con Morbidelli che per un pelo non vince il titolo. Nell’anno successivo la Yamaha, come aveva promesso, decide di puntare su di lui, permettendoli di sostituire il Dottore, che terminerà la carriera proprio a bordo della Petronas. El Diablo ha l’occasione d’oro: con Marquez in uno dei momenti peggiori, le Suzuki già un passo fuori dal circus e le Ducati non ancora dominati, è finalmente giunto il suo momento.  

Il titolo del 2021  

La Yamaha aveva ancora le prestazioni necessarie per lottare per un eventuale titolo, e nelle prime fasi Quartararo è chirurgico. Le vittorie a Doha, Portimao e al Mugello permettono al campione francese di accumulare già un distacco fondamentale. Nella seconda fase del mondiale le prestazioni della casa giapponese iniziano a peggiorare, complici gli aggiornamenti portati dalla casa di Borgo Panigale. Bagnaia, che a inizio 2021 aveva sofferto l’inesperienza e il confronto con un pilota competitivo come Jack Miller, arriva privo di pressioni a fine mondiale e conquista quattro vittorie nelle ultime sei gare. Tutto ciò non basta: per la gioia di El Diablo, il titolo è suo. Esulta dedicando la vittoria a Cristiano Ronaldo: davanti ai tifosi portoghesi scende dalla moto con il classico “Siuu”, nonostante il ritiro da quella gara. Da quel punto in poi, i motori giapponesi iniziano una prima fase di declino. Quartararo è più motivato che mai a confermare la vittoria finale, ma la moto non gli garantisce sempre il massimo risultato. Ottiene comunque tre vittorie, ma nel 2022 ormai la Ducati è entrata in modalità pigliatutto. Bagnaia ottiene in Spagna a Valencia l’ultimo risultato utile per fargli vincere il titolo. Eroicamente, El Diablo è secondo, ma non riesce a capacitarsi della delusione di aver perso.  

L’assenza di risultati  

Quello che forse El Diablo non pensava è che questo periodo di discesa della Yamaha era solamente all’inizio. Dal canto suo, la casa giapponese si propone sempre come protettrice degli interessi del pilota francese, e sarà sempre dalla sua parte, come si evince dalle formule contrattuali, che vedono Quartararo legato al team fino al 2026. Però gli ultimi tre anni sono stati di sacrificio: quattro podi in un lasso di tempo del genere sono una miseria per uno come lui. Tre podi solamente nel 2023 e il quarto arrivato quest’anno in Spagna. Nonostante questi risultati, Quartararo è ancora considerato come uno dei migliori piloti della sua generazione e anche un pilota con ancora dei margini di miglioramento. Quartararo è nella stessa condizione di Leclerc con la Ferrari. Eccellono entrambi nel giro secco, sapendo esprimere nel minor tempo possibile il massimo dal mezzo, ma non sono mai stati capaci, non per colpa loro, di raggiungere quello che tutti gli addetti ai lavori avevano previsto ad inizio carriera, sin ora. La loro legacy continua proprio perché sono entrambi dei piloti amatissimi per le loro capacità di guida e per le loro skills, ma anche per il loro temperamento mite fuori dalla pista. Si interessano alla moda e ad altri sport, ma soprattutto si interessano agli altri, sono sempre disponibili nei confronti dei fan. 

Quale futuro per El Diablo? 

Si apre dunque un bivio per Fabio. O rimarrà fedele alla Yamaha, a cui lui stesso è legatissimo oppure dovrà guardare altrove. Ma dove andare? Dagli avversari della Ducati non sembra esserci posto, forse, per sperare di rimanere una prima punta sarebbe meglio andare o da una squadra emergente come la KTM oppure dall’Aprilia. Il rischio nel secondo caso sarebbe quello di fare affidamento su una squadra con più di un’incognita sull’andamento futuro.  

Una risposta a “Da nemesi di Bagnaia a Leclerc della MotoGP: la storia di Fabio Quartararo, El Diablo”

  1. […] Zarco nel team Honda LCR. Per il resto, la griglia si presenterà allo stesso modo, anche se, sia il demone Fabio Quartararo e l’ex campione del mondo Jorge Martin potrebbero mettersi già a stagione in corso sul […]

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