Ieri sera è stata decisamente una pagina meno felice per il tennis italiano, con la sconfitta di Jannik Sinner in finale con Alcaraz, che, vincendo 6-2 3-6 6-1 6-4, ha anche riconquistato la vetta del ranking mondiale.
La trappola del dritto
Ovviamente, il colpo preferito dello spagnolo rimane il dritto, ma è il modo con cui ha impostato gli scambi in funzione di esso che ha deciso l’incontro. La soluzione sta semplicemente nello “sporcare” la palla: generando più rotazione e una conseguente traiettoria migliore sulla diagonale di destra, Sinner si vedeva spesso costretto ad essere meno preciso nel colpo di recupero. A quel punto, o Alcaraz trovava la soluzione vincente lungolinea, se Sinner persisteva sulla diagonale, oppure, quando l’italiano provava il cambio sul rovescio, riusciva comunque a girarsi sempre sul suo colpo migliore. Il suo dritto a sventaglio poderoso spesso è una arma per chiudere il punto, ma lo spagnolo l’ha usata anche per smistare lo scambio. La sua velocità nelle gambe è talmente incredibile che anche lasciando campo, l’allievo di Carlos Ferrero riusciva poi a recuperare sui colpi offensivi di Sinner, addirittura ribaltando lo scambio con un colpo.
Il servizio
Il barometro della partita è stato il servizio. Su questo fondamentale, Carlos Alcaraz ha fatto dei passi da gigante: la prima è sempre più veloce, ma anche la costanza con cui riesce a mettere in campo simili botte è aumentata. La seconda è difficile da aggredire e i doppi falli sono quasi scomparsi. Sinner invece ha sofferto molto: non si sa se ci fosse dietro qualche problema a livello fisico, tuttavia l’altoatesino non è stato costante con il livello delle prima in campo (un povero 48%) cosa che non lo ha aiutato nell’imporre il suo gioco. Per difendersi, la seconda spesso veniva giocata come una prima in più e questo ha portato Jannik ha prendersi dei rischi eccessivi.






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