Prima della agevole vittoria nel “Memorial Bottacin” contro Derthona per 85 a 72, coach Ettore Messina ha avuto un colloquio intenso con i media. Tanti i temi sviscerati fra il ricordo del grande Giorgio Armani, il futuro e il nuovo ruolo di Poeta e una riflessione critica nei confronti del nuovo format della Euroleague.
Sulla morte del presidente
Poche parole, ma sincere di Messina per ricordare Armani: “Volevo ovviamente dedicare un pensiero al signor Armani anche se è più facile dire delle banalità che cose sensate. Tutti sapete cosa ha significato per questo club, per la pallacanestro italiana ed europea. Al di là ovviamente di tutto quello che ha significato nella sua professione il nostro impegno sarà volto a fare il meglio possibile per ricordarlo nel modo migliore”.
Sul progetto 2025/2026 e Peppe Poeta
La passata stagione è stata deludente per una squadra blasonata del calibro dell‘Olimpia Milano: la sconfitta ai play-off di LBA e il mancato accesso ai play-in dell’Eurolega non sono stati accolti a cuor leggero dai fan. Venne criticato in primo luogo proprio coach Messina, ma lui ha sempre fatto buon viso a cattivo gioco: “In questo momento, che futuro avrò, quale, dove, non è importante nel senso che non vorrei mai diventasse una distrazione per la squadra e quindi è un argomento del quale torneremo a parlare a fine stagione. Come gruppo non eravamo dei geni dopo aver vinto tre scudetti di fila, non era tutto da buttare dopo una stagione in cui siamo arrivati corti sugli obiettivi che ci eravamo prefissati. Sappiamo che abbiamo bisogno di riconquistare fiducia, di meritarci il sostegno dell’ambiente e cercheremo di farlo passo dopo passo.” Tuttavia, la dirigenza ha voluto comunque intervenire sulla panchina, decidendo di affiancare a Messina Peppe Poeta nelle vesti di allenatore in seconda, per poi probabilmente succedergli. Messina si è espresso anche riguardo questo tema: “Poeta è una persona che sia qui che a Brescia ha mostrato qualità tecniche e umane adatte per questa società. Non va mai oltre le righe e si fa notare sempre e solo per quello che produce in campo, sul lavoro. Lo ritengo importante per gestire gruppi che lavorano sotto pressione. Peppe veniva da una grande stagione da capo allenatore. Invece, ha voluto far parte di questo tipo di percorso che gli abbiamo prospettato”. E in più, la società è venuta incontro dal punto di vista del mercato, non solo potenziando il rooster dal punto di vista qualitativo, con ad esempio Lorenzo Brawn, definito dal coach come: “un giocatore che ci ha sempre fatto soffrire tantissimo, si è sempre autocandidato giocando molto bene contro di noi per cui siamo contenti di averlo qui”, ma anche dal punto di vista quantitativo. Il turnover per Messina sarà importante, perché: “Zach LeDay, ad esempio, lo scorso anno dopo una grande stagione ha avuto un calo fisico dopo febbraio. Poi vogliamo proteggere Marko Guduric e lo stesso Nebo. È impossibile pensare che un ristretto numero di giocatori tenga botta per così tante partite al di là degli infortuni. Cercheremo di avere una squadra che possa essere il più efficiente possibile”.
Sull’Eurolega e sulla difficoltà di affrontare così tante partite
Di fatti, il motivo per cui questa stagione si prospetta essere così dura sta proprio nella rivoluzione avvenuta nel massimo campionato europeo. Con la lega ampliata da 18 a 20 squadre per via della partecipazione di Dubai, Hapoel Tel Aviv e Valencia, le partite passano da 34 a 38 e in più verranno introdotte le tanto discusse “double weeks”. In pratica, dei doppi turni in alcuni momenti dell’anno per evitare di prolungare a livello temporale eccessivamente la regular season. Messina non è tanto d’accordo con questo nuovo format: “È una stagione di transizione in attesa delle 24 squadre in due gironi: un format difficile da accettare. Tutte le squadre si sono rinforzate e tutte hanno aspettative, ma gli ambienti che dimostreranno più coesione in campo e fuori faranno risultato.” Per questo motivo, ribadisce l’importanza di avere una squadra lunga e un ambiente pronto a supportare i giocatori: “Questa è la stagione più dura per qualsiasi squadra di EuroLeague, perché sarà un’annata con così tante partite. I club che sapranno gestire meglio i giocatori e riusciranno ad essere compatti non solo nei momenti belli ma anche nei momenti negativi, avranno più chance di essere dove vogliono essere”.






Lascia un commento