Musetti, cercasi salto di qualità

Musetti 2026

Lorenzo Musetti è uno di quei giocatori che, quando prende in mano la racchetta, ti ricordano immediatamente perché ami il tennis. Il rovescio a una mano, le variazioni continue, la capacità di rendere ogni punto una piccola opera d’arte: talento, istinto, sensibilità. Ma il tennis moderno, si sa, non vive solo di bellezza. E per diventare un vero top, Musetti ha un passaggio obbligato: trasformare l’estetica in efficienza. 

Un passo in avanti

Il primo nodo da discernere è quello dell’aggressività. Troppe volte Lorenzo lascia che la partita la faccia l’avversario, scegliendo di reagire invece che impostare. Il suo gioco, invece, ha bisogno di iniziativa: prendere la rete, comandare con il dritto, mettere pressione invece di subirla. Quando lo fa, il campo si apre e la sua fantasia diventa un’arma letale. Quando non lo fa, il rischio è di rimanere intrappolato in scambi lunghi che snaturano il suo talento. Ciò non vuol dire che il suo modo di difendere sia sbagliato: questo atteggiamento può aiutarlo sulla terra e contro giocatori estremamente offensivi per fare stancare chi è aldilà della rete. Tuttavia, è necessario trovare un equilibrio nelle scelte sul piano tattico, in modo tale da affrontare ogni partita nel modo corretto.

Obiettivo 2026: essere più solidi

Poi c’è l’aspetto mentale. Musetti ha tutto per competere con i migliori, ma la solidità di testa — quella capacità di restare concentrato quando conta, di non farsi trascinare dalle emozioni, di reggere i momenti bui — è ancora un’area in evoluzione. Non è una fragilità, è un processo. I campioni, d’altronde, si costruiscono proprio lì: nelle partite che non girano, nelle palle break salvate, nei tie-break che decidono le settimane. Musetti ha migliorato questo aspetto, implementando alla sua preparazione esercizi di respirazione per scacciare l’ansia di prestazione. Tuttavia, come da lui stesso ammesso, bisogna ancora lavorare sull’atteggiamento in campo: è necessario eliminare le sclerate e il dialogo negativo con sé stesso.   

S.O.S Perlas 

E, infine, c’è l’arrivo del super coach Francisco “Pato” Perlas. L’argentino è una figura completamente opposta allo storico allenatore di Musetti, Tartarini, pronto a completare il team del Muso. Perlas, ex allenatore di Moya e di Fognini, porta esperienza, rigore e una mentalità più “da tour”, insomma, una visione più concreta e meno romantica del tennis. Con lui l’obiettivo è chiaro: rendere Musetti più solido, più competitivo, più pronto a sporcare il gioco quando serve. Per i due allenatori, vi è solo un unico grande fine, ovvero rendere Musetti più maturo tennisticamente ed umanamente. L’astro italiano non deve solo incantare: deve anche vincere.  

Una risposta a “Musetti, cercasi salto di qualità”

  1. […] 7, avevamo chiesto un salto di qualità ed è arrivato, non c’è dubbio. Peccato per la gestione del fisico: il ritiro da 2 set sopra contro […]

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