Tsitsipas, la caduta dall’Olimpo del dio greco

Tsitsipas

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1 Marzo 2025, Stefanos Tsitsipas vince il suo ultimo torneo sin qui, il 500 di Dubai, lo stesso torneo in cui nel 2026 è uscito al primo turno, perdendo 6-4 7-5 per mano di Ugo Humbert. La carriera del greco si sta arenando in una sequenza senza fine di infortuni e di primi turni persi, uno scenario lontanissimo se riavvolgiamo il nastro di qualche anno…

L’AUSTRALIAN OPEN 2019

Fresco di vittoria alle NextGen ATP Finals, l’allora ventenne greco arrivava speranzoso a Melbourne. Arrivato agli ottavi senza non essere incappato in qualche problema, gli si presenta davanti l’occasione di sfidare il suo idolo d’infanzia, il detentore del torneo, Roger Federer. Viene fuori una partita memorabile: Federer si aggiudica il primo set al tie-break, ma è Tsitsipas poi ad avere la meglio vincendo il match al quarto set.

Il mondo inizia a credere di aver trovato un futuro numero 1 del tennis mondiale: fisico scultoreo – 1,93 per 90 kg di muscoli- rovescio ad una mano, come Federer, piedi veloci abbinati ad una potenza che riesce a sprigionare in ogni colpo. Stefanos Tsitsipas è pericoloso da affrontare su ogni superficie: infatti, nello stesso anno raggiunge la prima finale in un master 1000 a Madrid sulla terra e, poi, a fine anno, arriva la vittoria alle Nitto Atp Finals, con conseguente accesso alla top5 ATP, ancora da under 21.

IL TALLONE D’ACHILLE E’ PROPRIO IL ROVESCIO

Nel 2021 Tsitsipas tocca il punto più alto della sua carriera tennistica. Diventa numero 3 del mondo e raggiunge la finale al Roland Garros, diventando il primo greco della storia a raggiungere questo traguardo. Solo Djokovic è in grado di fermare Tsitsipas, rimontandolo da 2 set sotto e, forse, è proprio in quel momento in cui qualcosa inizia a rompersi nel gioco del greco. Il suo rovescio ad una mano non era mai stata la sua arma principale e, spesso, Tsitsipas preferiva coprirlo girandosi con il diritto. Tuttavia, gli avversari iniziarono sempre di più ad aggredirlo su quel lato e, progressivamente, il greco iniziò a perdere fiducia.

A giugno 2021 toccava il suo picco nelle statistiche di rovescio in fase di risposta: 31.4% per il dato di risposte in campo con il rovescio sulla prima di servizio e 51.2% contro la seconda risposta avversaria. Avere un rovescio ad una mano nel tennis moderno significa essere obbligati ad essere sempre perfetti con il timing, perché nel momento in cui non sei preciso sull’impatto, spesso stecchi la palla. Tsitsipas cerca spesso di arginare il problema o muovendosi indietro o usando lo slice: ciò comporta, però, cedere il gioco all’avversario. In numeri si traduce in una percentuale di risposta complessiva sul rovescio deteriorata fino al 25,28%.

LA VERITA’ E’ UN’ALTRA

Le problematiche tecniche sul rovescio non sono il vero incubo del greco, anzi, forse derivano da altri problemi di natura mentale. Stefanos Tsitsipas ha mostrato più di una volta atteggiamenti borderline, per esempio, quando è stato beccato andare a più di 250 km/h a bordo della sua Aston Martin. Il greco ha avuto sempre grandi problemi con i suoi genitori/allenatori. Specialmente il rapporto con il padre è finito nel mirino dei media, a causa di sfoghi pubblici poco costruttivi.

Il peggiore di questi risale ad inizio 2020, all’ATP Cup, quando in preda alla frustrazione Tsitsipas sfondò una racchetta colpendo il braccio del padre Apostolos. Da quel momento, il padre si alternò con più allenatori sulla panchina del figlio Stefanos, rendendo la situazione sempre più tesa, sempre più confusa. Non da ultimo il rapporto con l’ex fidanzata, la tennista Paula Badosa, ha influito sulla stabilità di Tsitsipas. Un rapporto di alti e bassi, fatto di separazioni e ricongiungimenti, può essere causa di mancanza di lucidità in campo. E il rapporto, terminato quest’estate, sembra aver lasciato delle scorie.

IL NUOVO PROBLEMA: LA SCHIENA

Inoltre, si è aggiunto anche un altro problema, stavolta fisico. La schiena di Tsitsipas è sempre più fragile, a causa di un infortunio cronico alla zona lombare, che si continua a presentare nei momenti di maggiore stress da fine 2023. Con l’età che avanza, tutto questo potrebbe peggiorare sempre di più, rendendo la carriera del greco sempre più difficile da continuare.

La realtà è durissima: nonostante tutti vorrebbero rivedere Tsitsipas al meglio, all’età di 28 anni, nelle condizioni psicofisiche attuali, sarà molto difficile rivedere “The Greek God” solamente in top10, soprattutto a causa della giovane concorrenza che punta, addirittura, a togliere lo scettro a Sinner e ad Alcaraz.

2 risposte a “Tsitsipas, la caduta dall’Olimpo del dio greco”

  1. […] da quello della lost generation dei tennisti nati negli anni 90’ tra cui Zverev, Medvedev e Tsitsipas. La domanda che tutti si stanno facendo è questa: vi è un tennista fra le nuove leve capace un […]

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  2. […] Tsitsipas: il momento negativo continua, dato che, con la sconfitta al primo turno ad Indian Weels, esce addirittura dalla top50 del mondo. A Miami, torna a battere un top10, con la vittoria su De […]

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