“Il Derby di Milano: la pochezza del calcio italiano”. Sì, proprio così. Il match del Meazza ha certamente scosso la classifica di Serie A e fatto gioire la Milano rossonera, ma nasconde un’altra, l’ennesima, triste verità sul calcio italiano.
IL MIGLIOR PALCOSCENICO, LA PEGGIOR PARTITA
E’ stato il derby tra la prima e la seconda, il derby tra una finalista di Champions e una squadra in grande risalita dopo una brutta stagione, un derby che vale il campionato.
L’esito, però, è tristissimo: 2 tiri in porta per parte, un gol su errore della difesa dell’Inter e un miracolo di Maignan. Poco altro, zero spettacolo e solo mezza occasione nel secondo tempo. Il match vetrina della Serie A è la foto del campionato stesso, mediocre, dove due squadre non tirano quasi mai in porta, fanno possesso sterile e preferiscono chiudersi una volta sbloccato il match.
Inutile dire che un match di questo calibro all’estero sarebbe finito 3-3, 2-2, 4-1 o in mille altri modi. E le interpreti non devono per forza essere Barcellona, Arsenal, Real Madrid, Chelsea, Bayern Monaco o le migliori, basta molto meno.
C’è chi parla di arbitri (giustamente o meno, non sta a noi dirlo), ma la verità è che dopo Como-Inter di Coppa Italia e Cremonese-Milan di campionato, le due squadre sotto la Madonnina hanno dato vita a un terzo pessimo spettacolo.
NON SOLO INTER E MILAN
Il discorso fatto qualche riga sopra non riguarda solo le due squadre di Milano, anzi.
Nell’ultimo anno tutte le “big” chiamate a confermasi e migliorarsi hanno fatto un passo indietro. Dall’incapacità del Napoli di Conte nel gestire la doppia competizione alle scelte sulla preparazione atletica, passando per l’ennesimo pessimo mercato estivo della Juventus e concludendo con tutte le squadre che dovevano confermarsi tra il sesto e l’ottavo posto. Il crollo della Fiorentina, l’annata difficile del Bologna e una Lazio ormai irriconoscibile.
Si salvano da questo discorso tre realtà tra loro molto diverse: Como, Atalanta e Roma. La prima è in continua ascesa da tre anni a questa parte; alza l’asticella, investe, migliora e si proietta per un futuro da grande squadra. Discorso diverso per la Dea, che dopo l’addio di Gasperini ha rischiato di finire nel baratro ma è stata prontamente salvata da Palladino, mentre la Roma (e Gasperini) necessitano molto tempo in Italia e in Europa per poter dimostrare il loro reale valore.
QUANTI PRECEDENTI…
Non è la prima volta e non sarà nemmeno l’ultima: Juve-Milan 0-0, Inter-Milan 0-1, Lazio-Roma 0-1. Il calcio italiano alterna bei momenti a pessime pubblicità, figlio di una poca volontà nel crescere, nel rischiare e nello spettacolarizzare il calcio.






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