La F1 sta andando in una direzione ben precisa (che non piace a tutti)

Articolo dedicato ad un grande amico di SportSide, Niccolò Laronca

Tempo di lettura: 4 minuti

“[la Formula 1] sembra essere diventata una FormulaE sotto steroidi”. Con questa frase sarcastica Max Verstappen esordiva nella sua intervista di fine prima giornata di test in Bahrein. Una descrizione, a tratti divertente, che si è rivelata assai profetica: Domenicali sta cercando in tutti modi di indirizzare la F1 verso una direzione definita, ma è stata la scelta giusta?

SORPASSI ARTIFICIALI

Nelle prime gare delle stagione il numero di sorpassi per gran premio si è alzato esponenzialmente. Prendiamo per esempio il GP d’Australia, una sorta di circuito cittadino “ibrido”. Da 45 sorpassi complessivi dell’edizione 2025 (svoltasi in condizioni caotiche sotto la pioggia) si è arrivati a quasi il triplo, 120 sorpassi, in condizioni di pista normali. Tutto ciò, è dovuto ad punto ben preciso del regolamento, quello riguardante la batteria: ogni pilota può attingere ai cavalli aggiuntivi del motore elettrico in qualsiasi momento, però, quando la batteria deve ricaricare, il pilota perde subito la velocità in più che aveva acquisito. Abbiamo visto dei piloti arrivare a perdere quasi 60 kmh nel dritto a causa di questo e, perciò, ecco spiegato il motivo di tanti sorpassi.

Questo modo di correre rende le gare più incerte, più spettacolari, ma considerare questi dei veri sorpassi è diverso da quanto la F1 ci aveva insegnato. Eseguire un sorpasso significa prendere un rischio, significa inventare una linea diversa. Insomma, prima del 2026 i sorpassi venivano effettuati per bravura del pilota, per la capacità di costruire un’opportunità. Adesso, è tutto più casuale, perché, spesso, i sorpassi vengono effettuati a metà rettilineo, nel momento in cui uno dei due piloti perde il boost dato dalla componente ibrida.

L’ERA DEI CIRCUTI CITTADINI

Un’altra tendenza della F1 odierna è quella di correre su circuiti cittadini, una caratteristica anche qui riconducibile alla Formula elettrica, in cui si corre esclusivamente su “street circuit”. Siamo passati dai primi anni 10′, in cui i circuiti cittadini erano Monaco, Melbourne, Montreal e Singapore (dovevano essere delle prove speciali del mondiale), ad arrivare nel 2026 a ben 9 GP su 24 totali. L’idea di sdoganare le piste in città deriva dalla volontà di rendere la F1 sempre più attraente al pubblico, correndo in luoghi esclusivi, nelle città più famose del mondo.

E, forse, ecco spiegato il nesso tra l’aggiunta dei nuovi circuiti cittadini e il nuovo regolamento: l’attivazione del boost del motore diventa, così, una carta fondamentale da giocare nelle piste strette, in cui i sorpassi sono limitati. In una qualsiasi gara di FE, la maggior parte dei sorpassi avvengono in rettilineo, quando la macchina attiva il boost, che un pilota in questa serie può attivare una volta a giro. Non bisogna stupirsi se, nei prossimi anni, verranno aggiunti altri circuiti cittadini, dal momento in cui la F1 sembra aver risolto il problema dei pochi sorpassi anche nelle piste strette e tortuose, come sarà il GP di Madrid, la nuova aggiunta al calendario. Ma, anche qui, si sta seguendo quello che piace ai fan? Favorendo la crescita del numero dei circuiti cittadini, si tolgono gran premi storici, come il Nurburgring, Spa-Francochamps, il Montmelò e Imola, piste in cui la F1 ha costruito la sua storia.

PIU’ SCACCHI CHE CORSE

LA F1 deve essere considerata come l’università dell’intero mondo dei motori, un modo per determinare a tutti gli effetti chi sono i piloti migliori. Le nuove regolamentazioni, seppur da un lato hanno aumentato lo spettacolo, da un altro rendono le gare meno romantiche, permettendo ai piloti di correre meno rischi, seguendo delle strategie impostate nel box ore prima della gara.

Adesso, la F1 sembra molto più simile agli scacchi, perché il pilota deve pensare molto di più rispetto solamente ad un anno fa. Non serve più andare forte, non serve più prendersi il rischio, ma è fondamentale impostare il proprio giro per spingere a tutta sui rettilinei, mentre il pilota cerca di capire quando le vetture avversarie saranno più scariche d’energia. Una battaglia tattica piuttosto che uno scontro wheel to wheel in pista.

Una risposta a “La F1 sta andando in una direzione ben precisa (che non piace a tutti)”

  1. […] gli ultimi piloti che sono arrivati in F1 sono praticamente impeccabili sotto ogni punto di vista. Tuttavia, è come se questa ricerca alla perfezione stesse rovinando altri aspetti delle corse. Prendiamo come esempio proprio Lando Norris. L’inglese è un pilota tecnicamente pulitissimo, […]

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