Tirreno-Adriatico e Parigi-Nizza: i Top e i Flop

Vingegaard Marta Callegaro

Dopo la prima classica della stagione, la Strade Bianche, si sono chiuse anche due tra le corse di una settimana più importanti della primavera: la Tirreno-Adriatico e la Parigi-Nizza.

Due epiloghi totalmente diversi. La corsa francese è stata segnata da un dominio incontrastato di Jonas Vingegaard, complice anche la caduta (col seguente ritiro) di Juan Ayuso, mentre nel centro Italia il duello è stato animato da diversi corridori, su tutti Van Der Poel, Del Toro e Pellizzari.

TIRRENO-ADRIATICO: TOP E FLOP

Del Toro: era il favorito numero uno e non si è fatto attendere, protagonista su tutti i terreni sin da subito e la calma con cui dà battaglia a Pellizzari è sintomo di una bella crescita mentale e di consapevolezza del suo stato di forma.

Giulio Pellizzari
Giulio Pellizzari in maglia VF Group-Bardiani

Pellizzari: dà spettacolo tra il suo pubblico, ed è ciò che piace alla gente. Perde il testa a testa con Del Toro ma ha mandato ottimi segnali su tutti i terreni, e in casa Red Bull aumentano i dubbi su quali siano i reali valori in campo.

VDP: è dominante in certe tappe (ne vince due), anche se il volto non sempre è rassicurante. Ha una settimana per perfezionare la sua condizione verso la Milano-Sanremo, dove a dargli battaglia ci sarà Tadej Pogacar.

Jorgenson: ruba l’occhio solo a tratti, ma la condizione c’è e alla fine chiude sul podio. Peccato per la caduta nella tappa che va a VDP, se non avesse perso tempo lì…

Van Aert: certe tappe sembravano disegnate per lui, e il fatto che le vinca VDP la dice lunga. A volte è posizionato male, altre spreca energie anzitempo.

Ciccone: non lo si vede quasi mai e questo dice tanto se si pensa al suo modo di correre, ma alla fine chiude bene nella generale: sesto.

Tiberi: dopo l’UAE TOUR ci si aspettava un altro Antonio, che però non si è visto. Un passo indietro.

PARIGI-NIZZA: TOP E FLOP

Vingegaard: vince due tappe e chiude ogni lotta per la generale, ma senza Ayuso è difficile dire quanto sia andato realmente forte. Il 23 in Catalonya vedremo come sta davvero il danese.

Lenny Martinez: uno dei pochi a provarci quasi sempre e con determinazione; l’ultima tappa è quella giusta, Vingegaard si arrende in volata. Anche lo scorso anno il francese andò forte nella corsa del Sole, prima di perdersi nel resto della stagione, ora è chiamato a confermarsi.

Ayuso: quando c’è lotta anche per i traguardi volanti, ma il voto finale è un DNF. Rimandato dopo la vittoria alla Volta ao Algarve.

Carlos Rodriguez: lontanissimo parente di quello che fece quinto al Tour nel 2023. Si parlava di “tre capitani” con Vaquelin e Onley, ma lo spagnolo ad oggi non è niente più che un buon gregario…sempre che accetti di farlo.

Organizzazione gara: la settima tappa, accorciata causa neve, diventa l’emblema del ridicolo, mentre l’esclusione per chi dista 15′ dal primo nell’ultima tappa dice tutto.

2 risposte a “Tirreno-Adriatico e Parigi-Nizza: i Top e i Flop”

  1. […] Van Aert: se la forma è quella vista alla Tirreno-Adriatico, beh sarà dura. Wout ci crede e lo ha dichiarato, bisogna capire come pensa di […]

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  2. […] la tappa di Nizza e fa secondo al Catalunya, il giovane francese va forte e lo dimostra, ora si confermi anche nelle […]

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