“Uscita” non è nemmeno il termine corretto perchè per “uscire” devi prima arrivare, dunque entrarci, e noi non ci siamo proprio qualificati.
Una settimana fa vi davamo il nostro parere sulla Nazionale prima del match contro l’Irlanda del Nord, oggi vi diamo il nostro dopo la notte nera di Zenica.
IL PARERE DELLA REDAZIONE:
Gianluca Banfi: 16 anni, minimo, senza mondiali, ci aspettano. Se questi restano i principi, le idee e la mentalità del calcio italiano, allora da questo tunnel non si uscirà. Ieri, come da anni a questa parte, si è visto poco in campo, pensando già a difendere lo 0-1 ancora prima dell’espulsione, netta quanto sciocca di uno dei più esperti. Questo è il modo di giocare in campionato ed è ciò che ci meritiamo di vedere in nazionale. Dalla prossima in campo gioventù e fame di vittoria.
Giovanni Callozzo: non c’è due senza tre. L’Italia non si qualifica ai Mondiali per la terza volta consecutiva e lo fa con una prestazione non all’altezza. Nel primo tempo, pur in vantaggio e con la parità numerica, soffre terribilmente le sortite offensive dei bosniaci e non prende gol per pura casualità. Dalla ripresa in poi, con l’uomo in meno, subisce troppi tiri, mostrando paura e poca organizzazione, e non riesce a sfruttare le occasioni in contropiede. Si rifondi il sistema calcio al più presto!
Mattia Valentini: l’Italia e la partita vista ieri sono l’emblema del fallimento: per la terza volta consecutiva non ci si qualifica ai mondiali, che ormai sembrano un’utopia. In queste condizioni sarà difficile qualificarsi anche per il prossimo, sarebbe necessaria una rivoluzione totale a partire dall’alto, perché i problemi arrivano da lì, nella speranza che questa situazione tragica possa cambiare in meglio per il bene del calcio italiano.
Stefano Reccagni: il rosso a Bastoni, gli errori arbitrali e i gol sbagliati, la mediocrità italiana si attaccherà a questo, nascondendo una realtà ben più grave. Ieri è mancato, di nuovo, tutto. Questa eliminazione sarà positiva solo se porterà a rifondare il sistema calcio italiano, altrimenti rischia di essere una tra tante…perchè nessuno ha la certezza che nel 2030 ci saremo.
Giovanni Pasqualato: non campiamo scuse: il problema non sono i giocatori, gli arbitraggi, il blocco Inter, i cambi d’allenatori ecc. Il sistema del calcio italiano non si è più ripreso dopo il marciume del caso Moggi e gli scudetti revocati, perdendo credibilità, ma, soprattutto, perdendo i valori. E non stupiamoci se alla nuova generazione il calcio interessa sempre meno: piuttosto che vedere questa Italia o il livello dell’attuale serie A, forse è meglio seguire la Kings League o altre forme di pseudo intrattenimento sportivo.
Damiano Battiato: stando a quanto si è palesato in campo, ha meritato la Bosnia, già dai tempi regolamentari. Rimane incredibile la nostra resistenza opposta fino ai calci di rigore, il tutto per più di un’ora di gioco in inferiorità numerica ed un’eliminazione forse più amara. Virtualmente, con buone possibilità e soprattutto senza il rosso meritava l’Italia viste le proporzioni attacco/difesa che sarebbero cambiate vertiginosamente.





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