Premier League, l’analisi di fine stagione: quanti cambiamenti sulle panchine!

Guardiola

Anche quest’anno si è concluso il campionato definito come il più bello dagli intenditori di calcio. La Premier League 2025/2026, di cui avevamo provato ad abbozzare una prediction ad inizio anno, si è conclusa con la vittoria meritata dell’Arsenal di Arteta. La verità, però, è che durante questo campionate di cose ne sono successe: delusioni, sorpassi e controsorpassi e cambiamenti sulle panchine. A proposito di questo, il tema di questa lunga estate di mercato saranno proprio i movimenti degli allenatori, in vista della stagione 2026/2027.

LA SFIDA FRA IL DISCEPOLO E IL MAESTRO: FINALMENTE ARTETA

Sicuramente, la personalità dell’anno in Inghilterra è Mikael Arteta. Il manager spagnolo si è imposto meritatamente sul suo vecchio maestro, Pep Guardiola e, a breve, si giocherà anche la finale di UCL. Come abbiamo potuto vedere durante la stagione, l’Arsenal si è imposto per ragioni ben precise. Fondamentale è stato il ruolo dello stratega Jover, il quale ha cambiato l’interpretazione a livello tattico dei calci piazzati. Tuttavia, l’Arsenal ha raggiunto risultati simili per una combinazione di fattori: per la completezza della squadra, per le individualità e per lo spogliatoio, ma la verità è che senza Arteta non sarebbe stato lo stesso.

L’allenatore ha dimostrato grande leadership, ha mantenuto i nervi saldi quando il City aveva battuto i Gunners e si erano avvicinati al sorpasso in classifica. Arteta ha sconfitto anche i demoni del suo passato, battendo il suo vecchio amico Guardiola, diventando a tutti gli effetti ora un top manager globale.

PIU’ DELUSIONI CHE SOPRESE: MALE LIVERPOOL E CHELSEA, BENE LO UNITED

La premier League di quest’anno ha avuto un trend inverso rispetto alla stagione precedente. Squadre in ascesa, come il Nottingham, il Crystal Palace, il Newcastle e il Chelsea hanno avuto un’ involuzione davvero importante. Il Chelsea, in particolare, era partito davvero come una delle eventuali squadre da titolo: la vittoria del Mondiale per Club e la scoperta del giovane Joao Pedro -MVP della stagione- avevano impressionato tutti. Come al solito, la dirigenza ha rovinato quanto i Blues avevano costruito, licenziando Maresca, e ponendo fine ai sogni di gloria del Chelsea.

Discorso a parte per il Liverpool. I Reds erano i favoritissimi alla vigilia, avendo investito tantissimo sul mercato. Nonostante ciò, alcuni acquisti sembra proprio che non si siano integrati: Wirtz ha faticato tantissimo ad adattarsi al ritmo e al gioco del campionato inglese, mentre Ekitike, oltre agli infortuni, non è riuscito a creare la chimica giusta con Gakpo e Isak. Invece, molto bene le due di Manchester. Lo United si pensava potesse tornare a giocare le coppe, ma il terzo posto va oltre alle più rosee aspettative, e anche qui il merito è dell’allenatore, Michael Carrick. Non fosse stata per la partenza mediocre di City e United, il campionato avrebbe avuto un esito diverso.

IL FUTURO DELLA LEGA VERRA’ DETERMINATO DAI CAMBI D’ALLENATORE

La stagione 2025/2026 segna a tutti gli effetti uno spartiacque a livello temporale per quanto riguarda le situazioni panchine. Arteta per l’Arsenal e Emery per l’Aston Villa rimangono gli unici intoccabili fra gli allenatori, mentre per il resto abbiamo una completa rivoluzione. Guardiola lascia il City dopo 10 anni di successi e trofei, affidano la squadra a Enzo Maresca. Il Chelsea, dal canto suo, si affida invece a Xabi Alonso, sperando finalmente di trovare continuità nel progetto. Manchester United, Tottenham e Liverpool continueranno rispettivamente con Carrick, De Zerbi e Slot, anche se, come abbiamo visto, i cambiamenti sono dietro l’angolo.

 

 

Una risposta a “Premier League, l’analisi di fine stagione: quanti cambiamenti sulle panchine!”

  1. […] Levy ha portato a termine, sicuramente, un’ impresa mastodontica, con lo stadio degli Spurs che contiene addirittura un hotel a 5 stelle e le funzionalità necessarie per ospitare concerti e partite di NFL. Il problema è che dal punto di vista calcistico questo è stato il momento in cui gli Spurs hanno iniziato ad affondare. Sotto la pressione di tutte quelle voci che si erano scagliate contro gli investimenti di Levy, la dirigenza ha speso i pochi soldi che rimanevano in acquisti sbagliati. Prima hanno puntato sulla filosofia inversa di calcio portata da Mourinho, poi su quella di conte e, infine, su quella rivoluzionaria di Postecoglou, ma la confusione regna sovrana. La vendita di Kane e l’abbandono dei senatori (Son, Vertonghen ed Eriksen) ha lasciato un vuoto profondo nella squadra. Sono arrivati giocatori di talento, tra i quali Kulusevski, Udogie, Solanke, ma il Tottenham, nonostante la vittoria dell’Europa League, non si è più ripreso. […]

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