MotoGP: perché il nuovo format per il 2027 non è piaciuto a nessuno?

Pedro Acosta

Dunque, oltre al cambio regolamentare, per il 2027 è in arrivo un altro cambiamento importante per la MotoGP: sprint e gara confermate, ma ci saranno non più una ma ben due qualifiche per stabilire l’ordine di partenza delle due gare. Un format che farà bene allo spettacolo, ma che sia piloti che team hanno accolto con molto scetticismo.

I PUNTI CHE NON TORNANO SUL NUOVO FORMAT

Sembra un piccolo cambiamento, ma aggiungere una nuova qualifica al weekend standard presuppone tante variazioni per chi compete. Sostanzialmente, il venerdì ci saranno le FP1 da 45 minuti, le FP2 da 30 minuti e per finire 15 minuti di qualifica per la sprint, il sabato ospiterà le FP3 da 20 minuti, le qualifiche (Q1 e Q2) e per finire la sprint, e la domenica solo la gara, con il Warm Up rimpiazzato da 10 minuti di riscaldamento appena prima della gara. Ciò significa che:

  • I piloti hanno in tutto il finesettimana 1 ora e 45 minuti per prendere le misure con le moto, poco tempo nella scelta dei set-up.
  • 24 weekend con 2 gare e 2 qualifiche significa mettere a dura prova le resistenza dei piloti e sottoporgli anche a rischi maggiori.
  • il sabato è un punto critico: a qualsiasi problematica vai incontro, rischi di perdere sia i punti della gara sprint, che il piazzamento per la griglia di partenza della gara.

LE PAROLE DEI PROTAGONISTI

Appunto per queste criticità, i piloti si sono espressi molto aspramente riguardo al nuovo format. Ecco qui le parole dei protagonisti nelle ultime uscite ai microfoni della MotoGP.

Jorge Martin: “Sarà piuttosto intenso, è un grande cambiamento. Dovremo cercare di adattarci e controllare un po’ di più i rischi, perché ci saranno tanti momenti in cui dovremo attaccare. E ci sarà grande rischio in quelle occasioni. Non faremo più il warm up, è l’unico aspetto che apprezzo perché così potrò dormire di più la domenica mattina. Finché non saremo uniti, non potremo fare niente. Non ci chiedono nulla, sarebbe interessante avere qualche domanda in più da parte degli organizzatori…”.

Francesco Bagnaia: “Mi piace, penso sia una cosa positiva e ritengo che sia un miglioramento. A parte il fatto che dobbiamo aggiungere il Warm-Up: a parer mio non possiamo fare una gara senza aver prima fatto qualche giro. Anche nel caso di una caduta nella Sprint, dobbiamo essere sicuri e anche pronti, e avere il Warm-Up è positivo. Inoltre, ci serve anche per capire meglio le gomme, perché abbiamo delle nuove gomme, delle nuove moto, meno tempo in pista per lavorare e più tempo dedicato al time attack. Sarà molto importante adattarsi al nuovo formato, però penso che il Warm-Up sia veramente molto utile. A parte questo, lo trovo un miglioramento: abbiamo sempre chiesto di avere due qualifiche, una per ciascuna gara, e non una sola. Quindi, per me, è una buona cosa”.

Pedro Acosta: “Non importa cosa pensiamo, tanto non possiamo scegliere. Sarà un anno veramente duro. Sapete quanto stress abbia un pilota di MotoGP durante il weekend, ci sono già tante sessioni in cui dobbiamo rischiare, come prequalifiche, qualifiche, Sprint e gara. Abbiamo 22 Gran Premi e 44 gare e non so se sia la cosa migliore fare il venerdì delle qualifiche per la Sprint con 22 piloti in pista e lo stesso nelle Q1 il sabato. Saremo messi sotto un grande stress molte volte, capirei un format come questo se corressimo le Sprint solo nella metà dei Gran Premi. Se guardate alla liste dei piloti, non ce ne sono molti che non si sono infortunati durante la stagione e penso che questo peggiorerà. Non ci sarà il warm up, che era la possibilità per controllare che la moto funzionasse dopo una caduta il sabato. Non sono contento, ma non abbiamo scelta. Non abbiamo neanche tempo durante il weekend di sederci e parlarne fra noi piloti. Stiamo già rischiando molto, non guidiamo delle auto e dovremmo pensarci. È impossibile avere 5 turni dove rischi in ogni weekend e non avere un infortunio. A me piace il format che abbiamo ora, funziona abbastanza bene, e sarei stato d’accordo se avessero usato le attuali prequalifiche per lo schieramento della Sprint. Con il nuovo format non riusciremo nemmeno a portare le gomme alla distanza di gara durante le prove linere. Bisognerebbe togliere le sessioni più pericolose, non aggiungerne. Ci sono delle Sprint molto noiose, per esempio al Sachsenring dove non possiamo superarci. Io penso che avere le Sprint nella metà dei Gran Premi sarebbe accettabile e le renderebbe più interessanti. Continuando così, la carriera dei piloti si accorcerà“.

Alex Marquez: “La nostra opinione non cambierà quello che è stato deciso, nessuno ce l’ha chiesta. O lo accetti o te ne vai. Quando ci avevano comunicato l’introduzione della Sprint, avevamo spinto perché ci fosse solo nella metà dei Gran Premi, ma alla fine è in tutti. Posso dire quello che voglio, ma non cambierà le cose. È impossibile mettere d’accordo 22 piloti, ci sono opinioni diverse, pressioni dai team e dai costruttori, contratti firmati. Il campionato vuole seguire questa strada e chiedono la nostra opinione solo dopo avere deciso”.

Enea Bastianini: “Non so cosa aspettarmi, sarà tosta. Quando c’è un cambiamento c’è l’emozione di provarlo, ma potrebbe essere un po’ troppo questo format per 22 Gran Premi, sono tanti. Non so se sono completamento contento, non tanto per le due qualifiche, ma perché ci saranno sempre più cose da gestire. Il warm up a me serviva, l’ho sempre usato molto, anche per le modifiche dell’ultimo secondo. Ho sbagliato a non andare in Safety Commission in Giappone, ma il fatto è che noi piloti non abbiamo abbastanza potere per cambiare le cose. Andarci o no, non fa grande differenza in questo momento. Sono consapevole che una volta deciso il format, non si tornerà indietro. Sarebbe utile avere un rappresentate dei piloti, ma concretizzarlo è difficile. C’eravamo andati vicini, ma poi non ci siamo riusciti”.

 

 

 

 

 

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