Milan, puoi davvero lottare per lo scudetto?

Il Milan esce con quattro punti dai due big match contro Napoli e Juventus, risultati che valgono il terzo posto in classifica e fotografano una squadra solida e matura, ma non ancora completamente pronta per il titolo. La vittoria contro il Napoli ha mostrato il volto migliore dei rossoneri: intensità, sacrificio e compattezza, anche in inferiorità numerica dopo l’espulsione di Estupiñan. 

Una prova di carattere, con il Milan che ha saputo resistere all’assalto azzurro, come ha detto Allegri nel post partita: “nel primo tempo è stata una partita tecnicamente valida da entrambe le parti, poi nel secondo tempo il rigore ci ha condannato in 10 ma in quel momento lì la squadra ha difeso molto bene”.

Diversa la sensazione dopo lo 0-0 contro la Juventus. Il Milan ha dato l’impressione di poter controllare la partita, ma ha sprecato troppe occasioni. Il rigore sbagliato da Pulisic pesa, ma ancora di più pesano la poca cattiveria sotto porta di Gimenez e le due chance sprecate da Leão, entrato dalla panchina per dare una svolta a una partita bloccata. Allegri è stato chiaro: “Quando hai l’avversario in mano, devi ucciderlo – sportivamente parlando – in quel momento lì bisognava farlo”.

Il ruolo di Leao in questo Milan

Proprio Leão è al centro del dibattito. L’idea di utilizzarlo come prima punta non ha funzionato. Il portoghese sembra più efficace quando parte da sinistra, dove può sfruttare campo e velocità. Allegri lo ha difeso, spiegando che è ancora indietro di condizione, ma ha anche fatto capire che si aspetta di più in termini di incisività.

Nonostante qualche limite, ci sono segnali molto positivi. Il Milan ha ritrovato una solida organizzazione difensiva, Maignan dà sicurezza e la squadra si muove compatta anche nei momenti di difficoltà. È il segnale di una maturità crescente in termini di qualità del gioco e di continuità. 

Proprio la continuità sarà decisiva per ambire allo scudetto. Contro il Napoli, il Milan ha mostrato cuore e spirito di sacrificio. Ma a Torino è mancato quel cinismo necessario per incidere anche nelle partite più bloccate tatticamente. Il salto di qualità passa da qui: trasformare le buone prestazioni in vittorie concrete. 

Se Leão saprà essere determinante, Pulisic continuerà a incidere e la squadra imparerà a chiudere le partite, allora il Milan potrà davvero sognare in grande. La sfida per i rossoneri è chiara e le basi per una stagione importante (in cui raggiungere la seconda stella) ci sono tutte. La sensazione è che il percorso intrapreso sia quello giusto.

Una risposta a “Milan, puoi davvero lottare per lo scudetto?”

  1. […] invece il Milan si trasforma. Contro Bologna, Napoli, Juventus, Inter, Roma e Lazio ha ottenuto cinque vittorie e un pareggio, concedendo un solo gol contro i partenopei di Antonio Conte. Una differenza di rendimento […]

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