Denis Shapovalov: le fragilità di un campione

Quando Denis Shapovalov fece irruzione nel circuito ATP, molti lo videro come il simbolo della nuova generazione: talento naturale, colpi esplosivi, carisma da star e un tennis istintivo capace di incendiare il pubblico. 5 anni fa, con il 2020 conclusosi in top 10, molti pronosticavano di conseguenza un successivo step da parte dell’asso della racchetta nato a Tel Aviv. Eppure, a quasi dieci anni dal suo debutto tra i grandi, resta la sensazione che il canadese non abbia ancora espresso appieno il suo potenziale.

Un gioco bellissimo, troppo difficile da gestire

Il tennis di Shapovalov è esteticamente uno dei più belli del circuito, ma anche uno dei più rischiosi. Vive di coraggio e ispirazione, non di sicurezza e margine. Quando tutto funziona, è quasi ingiocabile; tuttavia, per tenere un simile livello di tennis bisogna chiudersi in una bolla difficile da creare. Lo stesso Shapovalov ha ammesso che le condizioni del circuito, con palle più lente, campi più pesanti, avversari solidi e mentalmente preparati, penalizzano il suo stile istintivo. Il tennis moderno, insomma, premia la regolarità più della brillantezza, e questo lo sta costringendo a rivedere, senza grandi risultati sin ora, il proprio approccio tattico.

Tutto nella testa

Alcuni ex allenatori, tra cui Mikhail Youzhny, con cui il canadese ha ancora risentimenti dovuti al suo modo di porsi in allenamento, hanno lasciato intendere che Shapovalov non sempre abbia avuto la disciplina necessaria per restare stabilmente ai vertici. Non è mai mancato l’impegno, ma talvolta la costanza. Dopo una grande vittoria, poteva arrivare una serie di sconfitte inspiegabili. La pressione di dover “essere all’altezza” del talento che tutti gli riconoscevano fin dagli anni come juniores si è trasformata in un’arma a doppio taglio. A ciò si aggiunge la difficoltà di gestire i momenti decisivi: troppi doppi falli nei punti chiave, troppa fretta nei momenti che richiederebbero pazienza. Nel tennis conta saper vincere i punti importanti, e l’immenso bagaglio tecnico di Shapo lo ha mandato troppe volte in confusione a livello di scelta del colpo.

2 risposte a “Denis Shapovalov: le fragilità di un campione”

  1. […] la capacità di rendere ogni punto una piccola opera d’arte: talento, istinto, sensibilità. Ma il tennis moderno, si sa, non vive solo di bellezza. E per diventare un vero top, Musetti ha un passaggio obbligato: trasformare l’estetica in […]

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  2. […] Shapovalov: 5, perde al secondo turno per mano di Cilic, vale lo stesso discorso di Rublev. Ritrovarsi ora o mai più. […]

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