I Playoff NBA sono entrati nel vivo ed arrivano i primi verdetti. Oklahoma City batte Phoenix in 4 partite mentre San Antonio la chiude in 5. Le due favorite ad Ovest hanno mantenuto le aspettative avanzando come da pronostico al secondo turno. Quali sono state le mosse che hanno permesso alle due squadre di battere le avversarie?
SAN ANTONIO SPURS- PORTLAND TRAIL BLAZERS
I San Antonio Spurs partivano sicuramente favoriti ma Portland nella sfida del Play-in aveva già dimostrato di avere delle qualità non da sottovalutare. Dopo Gara 1 decisa da Wembanyama con 35 punti al suo esordio assoluto ai Playoff, la svolta ipotetica nella serie arriva in Gara 2 con il francese che cade male a terra, sbatte la testa, e abbandona la partita entrando nel “Concussion protocol” che li farà saltare Gara 3 che a quel punto sarebbe stata decisiva vista la vittoria in trasferta di Portland, guidata da Scoot Henderson.
Ma nella prima sfida in Oregon la scena se la prendono tutta Stephon Castle e Dylan Harper con rispettivamente 33 e 27 punti per rimettere avanti San Antonio in attesa del rientro del loro leader tecnico. In Gara 4 sembra un dominio fisico e caratteriale di Portland che chiude il primo tempo in vantaggio di ben 17 punti, tutti vanificati dal pessimo approccio nel secondo dove il risultato finale recita 114-93, ma per gli Spurs che dimostrano un’attitudine sorprendente per una squadra così giovane.
Infine, per Gara 5 si torna in Texas e San Antonio chiude la pratica senza troppi rischi.
PORTLAND, STAGIONE POSITIVA
Si chiude così la stagione per i Trail Blazers che possono reputarsi soddisfatti da ciò che hanno vissuto in questa annata. Nel ruolo di guardie hanno trovato un Jrue Holiday ancora motivato e Scoot Henderson che dopo gli infortuni ha dato prova del suo talento ma ancora con troppa incostanza, come dimostrano Gara 4 e Gara 5.
Su tutti spicca l’ala israeliana, Deni Advija, che si è dimostrato un vero e proprio All-star grazie alla sua tecnica al tiro e una capacità di penetrazione da top player assoluto; ancora rivedibile l’aspetto caratteriale, più volte troppo acceso nelle lamentele con gli arbitri e negli scontri con gli avversari che spesso gli entrano in testa, come avvenuto in questa serie con Stephon Castle.
La serie contro San Antonio era difficile e il risultato pronosticabile era questo, Portland però ha buttato tutte le speranze nel secondo tempo di Gara 4, che poteva concedere una parità nella serie sul 2-2 e da li giocarsela, dopo aver dimostrato di saper vincere anche in trasferta.
SAN ANTONIO, PRONTA AL PROSSIMO TURNO
La realtà però ci dice, che quando Wembanyama alza il muro difensivo, arrivare al ferro è impossibile per gli avversari, e se le guardie in maglia Spurs difendono come sanno sul perimetro, allora ci sono momenti in cui San Antonio diventa impenetrabile. In questa serie non è neanche servito il miglior De’Aaron Fox che in ogni caso ha gestito al meglio le sue energie e ha messo i canestri decisivi per chiudere il prima possibile la serie in Gara 5.
OKLAHOMA CITY THUNDER- PHOENIX SUNS
Una serie forse già scritta ma che poteva dirci molto sulla forza mentale dei campioni in carica. Ovviamente le risposte sono state più che positive. Gara 1 vinta già a fine primo tempo e poi conclusa con 35 punti di scarto a favore dei Thunder, simile andamento in Gara 2 dove però OKC perde per infortunio la sua seconda stella Jalen Williams che rischia di saltare gran parte di questi Playoff.
All’arrivo a Phoenix per Gara 3 e 4 ci si aspettava un clima accesissimo viste le lamentele dei giocatori dei Suns rispetto ad alcuni fischi arbitrali a loro parere sempre a favore degli avversari. Oltre a questo si aggiunge il comportamento di alcuni difensori di OKC, su tutti Lu Dort, considerati scorretti e spesso propensi al mettere a rischio l’incolumità dei loro rivali.
Guidati emotivamente da Dillon Brooks, che ha preso sul personale la sfida col connazionale canadese Shai Gilgeous-Alexander, Phoenix gioca una buonissima Gara 3 che i Thunder vincono solamente grazie al loro fenomeno con la maglia numero 2 che ne mette 42 con 8 assist e 83% dal campo, MVP! Gara 4 molto simile ma ora la serie è chiusa e i Thunder aspettano con ansia la prossima vittima nella loro stagione che sembra indirizzata verso un’altro titolo.
PHOENIX SUNS, POCO DA AGGIUNGERE
Sono stati di fatto la vittima sacrificale di questo primo turno, dove per il terzo anno di fila i Thunder vincono 4-0 senza storia ne intoppi. Phoenix ha condotto una ottima regular season e ha avuto moltissime luci, Dillon Brooks, odiato da molti, si riconferma un signor giocatore sui due lati del campo, Devin Booker poteva fare di più in questa serie ma è stato costantemente marcato allo sfinimento dalla difesa intelligente di OKC che invece ha lasciato più spazio a Jalen Green che si è dimostrato un buonissimo compagno di squadra in questo suo primo anno a Phoenix. Per un’ulteriore analisi sui Suns c’è la parte su: Top e Flop, Western Conference.
THUNDER FENOMENALI, CHI LI FERMA?
I Thunder hanno dato una prova di forza incredibile in questo primo turno anche se favoriti da una squadra non del tutto attrezzata e compatibile alle loro caratteristiche. I Thunder in stagione regolare hanno dimostrato di soffrire maggiormente la fisicità rispetto che l’intesità e il ritmo, nel quale sanno giocare splendidamente. Le guardie come Caruso, Dort e Wallace hanno dato per l’ennesima volta una prova di forza fisica e mentale di altissimo livello, le due torri Hartenstein-Holmgren si sono dimostrati uno dei punti di forza più importanti per questa squadra grazie al loro dinamismo e letture sui due lati del campo e infine Shai ha continuato nel suo dominio su chiunque lo difendi, 33.8 punti e 8 assist di media in queste 4 partite.





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