Immagine di chriselli.photo
Mai prima d’ora il tennis italiano può ritenersi competitivo. Con ben 8 italiani all’interno della Top 100 a livello ATP, a impressione sembra che si sia aperto un ciclo vincente. A maggior ragione, i risultati della nuova leva, dei teenager che si stanno affacciando al circuito professionistico, fanno ben sperare. Sono in arrivo dei potenziali nuovi Sinner?
CINA’ E VASAMI’: LE CANDIDATURE PIU’ SOLIDE
Entrambi classe 2007, Cinà e Vasamì hanno in comune diverse cose oltre all’età. In primo luogo, la precocità: Cinà raggiunse il suo primo punto ATP già nel 2022 e ha vinto il suo primo challenger a 18 anni, quest’anno a Pune (India). Vasamì, nato il 19 dicembre, sempre del 2007, non ha ancora raggiunto la vittoria in un titolo a livello professionistico, ma è già entrato anche lui in top 500. Perché possono essere considerati prossimi anche loro a sfondare la top 100? Entrambi sono alti (Cinà, 1.87 e Vasamì, 1,93) ed entrambi hanno quel tipo di gioco per esplodere nel circuito ATP.
Cinà, destrimane, ha un dritto e un rovescio bimane molto potenti, ma anche una mano pregevole, che può utilizzare sia nei pressi della rete sia per le smorzate. Con un buon gioco di piedi e la capacità di tenere lo scambio in situazioni di svantaggio, il tennista di Palermo può considerarsi un prototipo di giocatore universale, in grado cioè di saper eseguire qualsiasi tipo di colpo. Per Vasamì, invece, il discorso è un po’ diverso. Sfruttando l’altezza e il gran servizio, Vasamì è più un giocatore da servizio e dritto, un attaccante che sta lavorando per cercare soluzioni per chiudere il punto a rete, in modo tale da risparmiare energia. Leggermente meno predisposto alla fase difensiva rispetto a Cinà, può vantare un buona mobilità, nonostante l’altezza.
CAMPIONI IN ARRIVO DA TUTTE LE PARTI
Per capire quanto sia incredibile il momento tennistico italiano, basta vedere quanti altri giovani tennisti stiano sgomitando per entrare nelle prime posizioni a livello ATP. Tra questi Lorenzo Angelini, classe 2006, ha appena raggiunto il best ranking in posizione numero 784 del mondo, vincendo in Grecia l’M15 ITF di Heraklion sia in singolo che in doppio. Sempre classe 2006, bisogna segnalare assolutamente anche Lorenzo Carboni, campione dell’ITF di Lesa nel 2025. Adesso è numero 404 del mondo, ma è un giocatore sempre più presente nel circuito challenger. Un altro nome di cui sentiremo parlare è quello di Pierluigi Basile, classe 2007, conosciuto per la sua disinvoltura nei colpi e per il bellissimo rovescio ad una mano. Con il best ranking in posizione 557, Basile punta ad entrare in top 500 del mondo entro fine 2026.
Con ben 12 tennisti under 21 nella top 1000 mondiale, l’Italia è seconda solamente agli Stati Uniti (13). Il Bel Paese, ancora una volta, nonostante le strutture tennistiche non siano così diffuse come negli Stati Uniti, Australia e Spagna, eccelle nel tennis a livello mondiale. Questo risultato è frutto di una scuola tennistica che punta forte sulla qualità dell’esecuzione dei colpi e sulla crescita dei giovani, all’insegna dello sviluppo della propria identità tennistica. E, se molti sono già preoccupati per il dopo Sinner, posso garantire che per i prossimi 20-30 anni, il tennis italiano continuerà a toglierci soddisfazioni.





Rispondi