Ben 11 anni fa, contro la Juventus a Berlino, il Barcellona vinceva la quinta Champions League della sua storia e sembrava una squadra costruita per vincerne tante altre. Era il 2015, ma da quel momento i Blaugrana non hanno più aggiornato il loro Palmares per quanto riguarda la massima competizione europea.
Nulla di preoccupante; nonostante la crisi finanziaria e gli addi delle leggende storiche col passare degli anni, il Barcellona nell’ultimo decennio ha portato a casa comunque 5 campionati, 4 Copa del Rey e 5 Supercoppe di Spagna. Numeri superiori a quelli dei grandi rivali del Real Madrid capaci però di vincere nel frattempo 5 Champions League, il sogno e l’ossessione di questo nuovo ciclo Barca targato Hansi Flick.
IDEA ESTREMA, MA FUNZIONA!
Volutamente il capitolo precedente si è concluso con il nome di Flick, allenatore arrivato nell’estate del 2024 per sostituire Xavi, non sempre amato come allenatore ma capace di risollevare il Barcellona dagli anni più bui del 21° Secolo tra il 2020 e 2022.
Flick si trova un Barcellona campione in carica ma con molti dubbi, il nuovo percorso premia in campionato ma delude in Champions e allora serve una rivoluzione in pieno stile Barcellona. I punti di riferimento sono i giovani.
Già Xavi lanciò senza paura tantissimi talenti, ma Flick fa di loro il fulcro della squadra. Cubarsi al centro della linea difensiva e Lamine Yamal a guidare l’attacco e inventare. Il tutto con questo stile di gioco ultra offensivo, pressing altissimo e verticalizzazioni costanti. Il tiki-taka o una sua imitazione non esiste più.
Questo metodo, considerato da molti autolesionista, ha fatto dominare il campionato spagnolo per 2 anni di fila, stracciando clamorosamente il Real di Vinicius e Mbappè e pian piano sta riportando il Barcellona ai vertici del calcio europeo.
L’INIZIO DI STAGIONE
Parlare del Barcellona di questo inizio di campionato è obbligatorio, i risultati sono tutti li da vedere: 5-0, 2-0, 5-2, 5-0, 5-1, 4-2 e infine 7-2. Risultati che sembrano più tennistici che calcistici danno un senso di cos’è quest’anno il Barcellona, una squadra altissima, feroce e che non si ferma mai, l’obiettivo è segnare più degli avversari. 28 Goal fatti in 6 partite significa che viaggiando a questo ritmo si chiude con 177 Goal, solo in campionato, statistica che non si avvererà ma da modo di capire come questo inizio di stagione sia fuori da ogni logica.
Un dato incredibile è anche quello del possesso palla, non solo perchè si avvicina al 70%, ma anche perchè il Barcellona crea una buona parte delle sue azioni offensive partendo dalla palla recuperata. Quindi si può dire che se hai la palla contro di loro devi stare attento perchè col pressing te la portano via subito, se non la hai invece, non la recuperi più.
IN COSA SONO MIGLIORATI?
C’è una cosa che per ora ha reso il Barcellona imprendibile, ed è la duttilità di tutti gli attaccanti in rosa. Yamal, Raphinha, Gordon, Adeyemi, Gabriel Jesus e contando pure Fermin Lopez e Dani Olmo, non danno punti di riferimento, nessuno resta centrale, nessuno sulla fascia, è un flusso continuo di spostamenti e sovrapposizioni che però non potrebbe funzionare senza il sacrificio.
Perchè il talento palla al piede è evidente per tutti questi fenomeni, ma la componente che rende equilibrato il tutto è la pressione senza palla e la capacità di scendere per recuperare palloni e ripartire in trasizione. Guardando il Barca si vedrà più volte nella stessa partita come lo stesso Yamal, una volta persa palla, è il primo in fase di riaggressione e spesso in grado di vincere contrasti con ferocia.
Raphinha in questo è il migliore, posizionato come punta nelle grafiche prepartita, poi in fase di possesso è ovunque, destra, sinistra, seconda punta; mentre in fase di pressione, da vero capitano, guida tutti verso il lato da aggredire con tempi e costanza che decidono le partite.
Forse però il vero cambiamento che ha reso il Barcellona una delle candidate numero 1 per la vittoria della Champions è l’acquisto di Rodrigo Hernandez Cascante, o meglio Rodri.
IL PALLONE D’ORO
Se Raphinha non è neanche tra i primi 30 per il prossimo Pallone D’Oro mentre Yamal reputa di doverlo vincere, a Barcellona intanto se ne sono portati a casa uno che cambia le sorti della stagione.
Rodri nei suoi 7 anni al City ha vinto 4 Premier League, 1 FA Cup e 2 Carabao Cup, il tutto da protagonista assoluto, e come dimenticare la Champions League vinta nel 2023 con anche goal in Finale. Con la nazionale spagnola è campione in carica sia di Europeo che Mondiale e ha portato a casa la Nations League nel 2023.
Per valutare la sua importanza ci sono i premi individuali, che per riassumere citiamo solo i più importanti: MVP del mondiale 2026, MVP dell’Europeo 2024, Miglior giocatore della Champions League 2023 e MVP della fase finale della Nations League. Quando la sua squadra vince, e vince spesso, lui è il simbolo.
A Barcellona il suo contributo si è già fatto vedere, un maestro in mezzo al campo, che da una grossa mano alla manovra offensiva ma soprattuto tiene la posizione corretta in fase difensiva. Con lui in campo il Barca sarà sicuramente equilibrato, e se la sua presenza libera tutti gli altri di pensare più ad offendere, allora per le rivali è finita.
DOVE PUO’ ARRIVARE DAVVERO QUESTO BARCELLONA?
Parere personale, questo Barcellona non ha limiti, in campionato è una schiacciasassi mentre in Champions gioca alla pari con tutte.
La provocazione del “miglior Barcellona degli ultimi 10 anni” è realtà, il talento offensivo non è quello degli ultimi Messi-Suarez-Neymar, ma con questo metodo di gioco e soprattutto con le alternative presenti, il gap si riduce.
A centrocampo così tanti campioni non si sono mai visti assieme e con l’aggiunta di Rodri si eleva a miglior reparto del mondo, mentre in difesa restano più dubbi ma la crescita di Cubarsi sembra far stare tranquillo Flick e i suoi tifosi.
Vedremo se questa rosa riporterà la Champions che manca da tanti anni, e se non sarà così questo gruppo ha tante stagioni davanti per riprovarci.





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