Milan, crocevia Amorim: cosa non ha funzionato finora?

amorim milan

 

A maggio 2025, dopo il deludente finale di stagione che ha visto il Milan perdere il posto in Champions League all’ultima giornata a seguito della brutta sconfitta interna contro il Cagliari, il presidente Gerry Cardinale ha voluto rivoluzionare i vertici dirigenziali e sportivi della società, sollevando dall’incarico Furlani, Moncada, Tare e Allegri, la cui presenza aveva creato divisioni all’interno dell’universo milanista.

Nel giro di pochi giorni, Cardinale ha annunciato il rinnovo quasi completo della dirigenza e ha avviato il casting per il nuovo allenatore: dopo aver sondato varie piste, tra cui quelle legate ai nomi di Glasner, Pochettino e Iraola (che ha rifiutato accasandosi sulla panchina del Liverpool), la scelta è ricaduta sul tecnico portoghese Ruben Amorim, reduce dal difficile periodo sulla panchina di un Manchester United in crisi e desideroso di rilanciarsi con una nuova esperienza sulla panchina di un top club.

Cardinale stesso ha fortemente voluto Amorim, mettendoci la faccia e investendo molto sul mercato per rinforzare la squadra e portare giocatori adatti allo stile di gioco del tecnico portoghese. In questo primo mese di campionato tutto sommato non si può dire che le prestazioni siano state assolutamente negative; nonostante alcune evidenti criticità sul piano del gioco e della disposizione in  campo, tra cui la fase difensiva e l’impostazione a centrocampo, il Milan è riuscito a limitare i danni nei big match giocati finora raccogliendo due punti importanti nei delicati scontri diretti contro Juventus e Lazio, entrambi in trasferta, guidato dal giovane Cissè e dal neo acquisto Moreira, che ha mostrato di essere in forma appena è stato chiamato in campo.

Le difficoltà tecniche del Milan di Amorim

Dall’altro lato, però, quando il livello tecnico degli avversari cresce, il Milan fatica e non riesce a esprimere quel bel gioco di cui Amorim ha tanto parlato: all’esordio in Europa League contro il Benfica, secondo nella Liga portoghese a due punti dalla capolista, i limiti della squadra rossonera sono emersi chiaramente: una fase difensiva traballante, con Bartesaghi che perde la marcatura su Lukebakio in occasione del primo gol del Benfica, e una scarsa incisività in attacco (con appena tre tiri in porta, la squadra di Amorim non è riuscita a impensierire il portiere del Benfica Trubin).

Dopo la sconfitta interna in Europa League per 2-0, il presidente Cardinale ha confermato (per ora) la fiducia ad Amorim, riconoscendo che serve tempo perché le idee del tecnico passino ai giocatori, ma il tempo non può e non deve diventare una scusa per le cattive prestazioni: Amorim deve riuscire a dare un’identità chiara alla sua squadra, in grado di rispondere sul campo alle critiche mosse dai tifosi che si aspettano un Milan vincente dopo le prestazioni deludenti delle ultime stagioni.

Lo stesso Amorim si è ricreduto sul mercato estivo in cui Cardinale è stato molto più presente, riconoscendo che non tutti i giocatori sono adatti alla sua filosofia di gioco. Le difficoltà a livello di gioco emerse nelle prime settimane del nuovo ciclo hanno portato la dirigenza rossonera a interrogarsi sui motivi dello scarso rendimento del gruppo sin qui (con alcuni giocatori che non sembrano adatti a giocare nel Milan), mettendo in dubbio la posizione di Amorim.

I prossimi passi: il futuro di Amorim è già scritto?

Le prossime sfide in questo senso saranno decisive, a partire dalla sfida di questa sera, alle ore 20.45 in casa contro il Lecce, prima della lunga sosta per le nazionali. Amorim dovrà dimostrare di aver superato le incertezze che hanno caratterizzato i primi impegni della stagione: scelte di formazione discutibili, confusione nelle rotazioni, un’idea di gioco non sempre chiara e spesso prevedibile.

Sono tutti elementi che il tecnico portoghese dovrà cercare di sistemare; in caso non arrivasse una risposta dal campo e l’approccio alle partite rimanesse invariato, la dirigenza rossonera potrebbe valutare di cambiare qualcosa, per evitare il ripetersi della stessa storia degli ultimi due anni, con i continui cambi di panchina, culminati con l’esonero di Allegri al termine dello scorso campionato.

Rispondi

Scopri di più da SPORTSIDE

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere